L’arte del Frattini dà forma alla “Fragilità”: gli studenti firmano la locandina del Festival
Le quarte dell’indirizzo Multimediale hanno tradotto il concetto di limite e resilienza in un’opera grafica dal forte impatto simbolico. La preside Bruno: «I nostri alunni promuovono l’humanitas in un mondo inaridito dall’egoismo»
La scuola esce dalle aule per farsi interprete dei valori del territorio. Gli allievi e le allieve delle classi quarte (4F e 4G) dell’indirizzo Multimediale del Liceo Artistico Frattini di Varese sono tra i protagonisti del Festival della Fragilità 2026, mettendo a disposizione le proprie competenze tecniche e la propria sensibilità umana per dare un volto comunicativo all’iniziativa.
La forza di una statua ferita
Il simbolo di questa collaborazione è la locandina ufficiale del Festival, un’opera che affonda le radici nell’essenza dell’animo umano. «L’immagine ritrae la mano di un’antica statua che addita il cielo – spiega la Dirigente Scolastica, Anna Maria Bruno – un gesto che evoca l’aspirazione a superare i propri limiti nonostante le imperfezioni. È l’emblema della resilienza: restare in piedi, anche se feriti, nel tempo e nella storia».
Un percorso di crescita tra banchi e set
Il lavoro non è stato solo un esercizio grafico, ma un vero e proprio progetto di PCTO (alternanza scuola-lavoro) iniziato a ottobre sotto la guida della professoressa Anna Gamardella, docente di Storia dell’Arte e parte del team organizzatore del Festival.
«Per gli adolescenti la fragilità non è un tema astratto da affrontare, ma una condizione reale – racconta la prof.ssa Gamardella – Chi ha scelto di guardarla in faccia ha vissuto un’esperienza intensa». Il progetto ha coinvolto anche i docenti Cappuccio e Saccaro, portando i ragazzi a scrivere sceneggiature e realizzare riprese audio-video con una passione che è andata ben oltre l’orario scolastico.
Sostegno d’eccezione
L’eccellenza del lavoro svolto è stata riconosciuta anche da volti noti del mondo dello spettacolo e del sociale. Durante la presentazione, gli studenti e i docenti sono stati affiancati da Paolo Ruffini e dal regista della compagnia “Mayor von Frinzius”, Lamberto Giannini, testimoni di come l’arte possa essere il veicolo principale per l’inclusione e la comprensione delle fragilità altrui.
Con questa partecipazione, il Liceo Frattini ribadisce la sua vocazione di “officina di humanitas”, capace di tradurre i dibattiti sociali in espressioni artistiche di pregnante intensità.
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