L’INPS precisa: “Le pensioni pagate all’estero nel 2025 sono state 340mila”
L’Istituto interviene dopo alcune interpretazioni errate dei dati diffusi nei giorni scorsi e spiega che il numero di 675mila riguarda tutte le pensioni in regime internazionale pagate sia in Italia sia all’estero
L’INPS interviene per chiarire i dati circolati in merito alle pensioni pagate in regime internazionale che sono diverse da quelle pagate all’estero.
Secondo quanto spiegato dall’INPS, il dato di 675mila pensioni non riguarda le pensioni pagate all’estero, ma rappresenta il numero complessivo delle pensioni in regime internazionale, che possono essere erogate sia in Italia sia fuori dal Paese.
La differenza tra pensioni internazionali e pagamenti all’estero
Le pensioni in regime internazionale sono quelle calcolate sommando i periodi contributivi maturati in Italia con quelli versati in altri Paesi. Questo è possibile grazie alle norme europee e agli accordi bilaterali di sicurezza sociale stipulati dall’Italia con diversi Stati.
In particolare, la totalizzazione dei contributi riguarda: paesi dell’Unione europea, stati dello Spazio economico europeo e Svizzera, Regno Unito e paesi extracomunitari con accordi bilaterali con l’Italia
Si tratta quindi di pensioni costruite sulla base di carriere lavorative svolte in più Paesi, ma che non necessariamente vengono pagate all’estero, perché molti beneficiari risiedono in Italia.
Per questo motivo il numero dei pensionati che ricevono effettivamente il pagamento fuori dai confini nazionali è molto più basso. Nel 2025 sono stati circa 340mila i pensionati che hanno percepito pagamenti INPS all’estero, includendo anche erogazioni una tantum o per periodi inferiori all’intero anno.
Le novità per chi lavora all’estero con ONG e terzo settore
L’INPS ha inoltre segnalato una novità contenuta nella circolare n. 22 del 3 marzo 2026, che riguarda i lavoratori italiani impegnati all’estero in progetti di cooperazione internazionale.
Le indicazioni sono rivolte ai dipendenti, sia del settore pubblico sia privato, che operano fuori dall’Italia tramite: ONG, enti del terzo settore, altri soggetti senza scopo di lucro riconosciuti dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS)
La circolare introduce anche una procedura di regolarizzazione per i versamenti contributivi errati relativi a periodi passati. In questi casi sarà possibile sanare la posizione pagando solo gli interessi legali, a condizione che: i flussi correttivi vengano inviati entro 60 giorni dalla pubblicazione della circolare, i versamenti siano effettuati nei 30 giorni successivi.
L’intervento dell’INPS punta quindi sia a chiarire i dati circolati negli ultimi giorni sia a fornire indicazioni operative per chi lavora nei programmi di cooperazione internazionale.
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