Made in Italy, il Comitato delle Regioni accoglie la richiesta di Anci e Coldiretti: verso una revisione delle norme doganali
La delegazione italiana al Comitato delle Regioni apre alla revisione dell’articolo 60 del Codice doganale per rafforzare la tutela dei prodotti 100% Made in Italy. Matteo Bianchi: «Più trasparenza sull’origine e difesa delle filiere»
Passi avanti a Bruxelles per la tutela dei prodotti agroalimentari italiani. La delegazione italiana presso il Comitato delle Regioni, riunita per la prima sessione plenaria del 2026, ha accolto con favore la richiesta di Anci e Coldiretti di intervenire sull’articolo 60 del Codice doganale europeo per rafforzare la protezione dei prodotti 100% Made in Italy.
Il tema riguarda in particolare le regole sull’origine dei prodotti, considerate da molti operatori del settore ancora troppo permissive e quindi potenzialmente penalizzanti per le filiere agricole e manifatturiere italiane.
Nel corso della riunione è intervenuto Matteo Bianchi, vice capo delegazione italiana al Comitato delle Regioni, che ha illustrato le prossime tappe dell’iniziativa istituzionale per arrivare a un’eventuale revisione della normativa europea.
«In qualità di Vice Capo Delegazione, ho illustrato le prossime tappe dell’azione istituzionale per arrivare a un’eventuale revisione della normativa, con l’obiettivo di rafforzare la trasparenza sull’origine dei prodotti e proteggere le nostre filiere agricole e manifatturiere, – ha spiegato Bianchi -. Il percorso prevede il coinvolgimento diretto delle istituzioni europee competenti. «Coinvolgeremo direttamente la presidente del Comitato, Kata Tüttő, e i Commissari europei competenti».
Trattandosi di un’iniziativa di interesse nazionale, l’obiettivo è costruire un fronte ampio a sostegno della proposta, coinvolgendo anche gli europarlamentari italiani.
La questione sarà inoltre inserita nel prossimo parere del Comitato delle Regioni dedicato all’OCM, l’Organizzazione Comune dei Mercati agricoli dell’Unione Europea. Si tratta dell’insieme di norme che regolano i mercati agricoli con l’obiettivo di stabilizzare i prezzi, sostenere il reddito degli agricoltori e garantire la qualità dei prodotti.
Un passaggio che potrebbe rafforzare ulteriormente l’attenzione delle istituzioni europee sulla tutela delle produzioni autenticamente italiane e sulla trasparenza delle regole che ne determinano l’origine.
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