“Tramava con l’opposizione per farci cadere”: l’accusa della sindaca Broggini all’ex vicesindaco

Maria Rosa Broggini parla di un complotto di Maurizio Parisi, lui replica parlando di «fantasmi e immaginazione»: lo scontro tra i due ex alleati è ormai un duello senza esclusione di colpi. Anche su Facebook

Maria Rosa Broggini

Se il Consiglio Comunale di lunedì sera aveva lasciato strascichi pesanti e un clima di tensione , la mattinata di oggi ha trasformato la crisi politica di Caronno Varesino in una vera e propria battaglia social.

Non sono più i banchi di piazza Mazzini o i verbali ufficiali a dettare l’agenda, ma le notifiche degli smartphone: la politica cittadina si è ufficialmente trasferita su Facebook, dove tra un “post” e un commento sta andando in scena la rottura definitiva di quello che un tempo era il nucleo forte della maggioranza. Al centro della disputa, un’accusa pesantissima lanciata dalla sindaca Maria Rosa Broggini, che ha rotto il silenzio social puntando il dito contro l’ex vicesindaco Maurizio Parisi, accusandolo apertamente di tradimento politico.

Il primo fendente è arrivato di prima mattina con un post al vetriolo della sindaca, che ha dato una versione finora inedita della revoca delle deleghe. Broggini ha chiesto direttamente a Parisi le ragioni di un presunto «accanimento» nei suoi confronti, svelando quello che ritiene essere il retroscena della crisi: «Perché non dice la verità? Perché non dice che le ho tolto l’assessorato e la carica di vicesindaco perché stava tramando con l’opposizione per mandarci a casa e far commissariare di nuovo il comune?». La sindaca ha rincarato la dose parlando di prove certe di un accordo con Vittorio Ballerio e sottolineando che «quando un sindaco si accorge che il suo vicesindaco di fiducia lo sta accoltellando alle spalle, il minimo che possa fare è togliere le deleghe».

La replica dell’ex vicesindaco non si è fatta attendere ed è arrivata con lo stesso mezzo. Parisi ha rispedito al mittente ogni accusa, parlando di un «atto d’accusa creativo» basato sulla «fervida immaginazione» del primo cittadino. «Sostenere di avere le prove di un mio complotto con l’opposizione è un’affermazione creativa», ha scritto Parisi, definendo gravissimo il fatto che una revoca di deleghe si basi su semplici congetture. L’ex numero due della giunta ha poi sferrato il contropiede, affermando di non volere affatto il commissario, ma che anzi desidererebbe che la sindaca «iniziasse finalmente a governare, visto che finora i cittadini aspettano ancora di vedere dei risultati».

Lo scambio di accuse ha toccato anche il piano personale e morale, con Parisi che ha rivendicato le proprie dimissioni da consigliere come un «gesto di estrema onestà» per non trovarsi costretto a votare contro la sua vecchia maggioranza in aula. Secondo l’ex vicesindaco, il vero colpo alle spalle non sarebbe il suo, ma quello sferrato dalla sindaca «a tutti i cittadini che, dandomi la loro preferenza, hanno permesso a lei di sedere su quella poltrona». L’invito finale di Parisi alla Broggini è stato quello di «smettere di dare la caccia ai fantasmi su Facebook» e di provare a collaborare con chi sa lavorare.

Mentre il paese attende risposte su temi cruciali, la scena è occupata da una narrazione che assomiglia sempre più a un regolamento di conti privato.

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Pubblicato il 11 Marzo 2026
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