Astuti: “Una proposta per il diritto all’orientamento lavorativo”
Il gruppo del Pd in Regione punta a modificare la normativa del 2007: istituzione di un comitato interistituzionale e fondi dedicati agli enti accreditati al centro del progetto di legge regionale
Il consigliere regionale del Partito Democratico Samuele Astuti ha illustrato ieri a Milano, nel corso di un convegno, la proposta di legge del gruppo dem che mira a ridefinire i servizi integrati per l’orientamento formativo e professionale. Il progetto intende modificare la legge regionale 19 del 6 agosto 2007, trasformando queste attività in prestazioni strutturate e continuative.
L’iniziativa muove dalla necessità di adeguare il sistema pubblico ai mutamenti del mercato occupazionale. «L’orientamento scolastico, formativo e professionale deve essere considerato un vero e proprio diritto per ogni persona, da esercitare durante tutto l’arco della vita e non solo al momento della scelta della scuola. È da questa idea che nasce la proposta di legge che abbiamo presentato ieri durante un convegno» ha dichiarato l’esponente d’opposizione.
Il testo depositato prevede l’introduzione di finanziamenti specifici destinati agli enti di formazione accreditati. Tali risorse serviranno a garantire percorsi definiti, caratterizzati da bilanci di competenze sia nella fase iniziale sia in quella finale del percorso. La governance del nuovo sistema verrebbe affidata a un apposito Comitato interistituzionale, incaricato di mappare le necessità occupazionali delle diverse province, monitorare l’evoluzione dei dati occupazionali e verificare l’effettiva coerenza dei percorsi formativi attivati.
La frammentazione delle buone pratiche sul territorio rappresenta uno dei nodi che la proposta intende sciogliere. «Siamo in una fase di perenne transizione – spiega Samuele Astuti -: i lavori cambiano rapidamente e diventa quindi necessario potenziare e mettere a sistema, in modo omogeneo su tutto il territorio lombardo, le buone pratiche già presenti in alcune province. Con questa proposta vogliamo modificare la legge regionale 19 del 2007, istituendo di fatto il diritto all’orientamento e facendone un pilastro del welfare regionale, così da migliorare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro e favorire un più efficace inserimento professionale. Un miglior orientamento significa anche un migliore inserimento lavorativo».
L’obiettivo di lungo periodo si concentra sulla stabilizzazione delle tutele per i lavoratori e per gli studenti in uscita dai percorsi di studio. «Serve anche un cambiamento culturale – conclude il consigliere regionale – l’orientamento non può essere limitato ai passaggi scolastici, ma deve accompagnare le persone lungo tutto l’arco della vita lavorativa, in un contesto in cui le professioni sono in costante evoluzione». Il testo inizierà ora il suo iter nelle commissioni competenti del consiglio regionale a Milano.
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