Dalla Chiesa: «Non lasciamo vuoti gli immobili confiscati»
L'appello del presidente di Libera alle autorità politiche perchè si faccia funzionare la legge sull'assegnazione dei beni confiscati alla mafia. In provincia sono 70 ma solo 9 vengono utilizzati
Giorgio Ambrosoli e Carlo Alberto Dalla Chiesa hanno pagato a caro prezzo l’unica virtù di cui l’Italia ha bisogno, fare fino in fondo il proprio dovere. E’ questo il senso nascosto della serata che si è svolta ieri, venerdì, nel palaconcerti della festa democratica della Schiranna. Tema della serata: le mafie con lo spettacolo di Luca Macciachini dedicato all’avvocato ucciso per nome e per conto di Michele Sindona e l’intervento di Nando Dalla Chiesa subito dopo, insieme ad Antonella Buonopane di Libera e il consigliere comunale del Pd Giacomo Buonanno.
Lo spettacolo del cantastorie milanese ha ripercorso l’intera vicenda del crack della Banca Privata Italiana di proprietà del finanziere siciliano che si incrocia con un uomo votato alla causa affidatagli dallo Stato, nel quale lui credeva al di là di tutto. La stessa incrollabile volontà che aveva animato il generale Dalla Chiesa, padre di Nando, prima che venisse freddato mentre combatteva la mafia in Sicilia. E’ stato lo stesso Luca Maciacchini, che ha voluto essere presente sul palco anche dopo la sua performance, a far emergere questa comunanza tra i due destini ma Nando Dalla Chiesa ha voluto anche rimarcare le differenze: «Ambrosoli lavorava da solo mentre mio padre sentiva che c’era la parte buona della città a sostenerlo e incoraggiarlo – ricorda – fece in tempo anche a partecipare ad un paio di assemblee studentesche prima di essere ucciso».
L’incontro, moderato dal giornalista di Varesenews Orlando Mastrillo, ha poi toccato diversi aspetti del problema criminalità mafiosa al nord. Dalla Chiesa ha insistito sull’importanza dell’esercito sociale a sostegno di chi lotta contro la ‘ndrangheta e la mafia: «Penso ai sindaci che hanno osteggiato la nomina di Pezzano all’Asl 1 di Milano, un uomo che era stato più volte fotografato in compagnia di boss della ‘ndrangheta lombarda». Dalla Chiesa rilancia anche l’appello alle forze politiche lombarde perchè escano dall’ennesima “convergenza” utile alle associazioni mafiose: «Basta sostenere che qui la mafia non ha messo radici perchè è 20 anni che è stato abolito il soggiorno obbligato eppure qui i boss continuano a fare affari con complicità sia nel mondo imprenditoriale e, di riflesso, anche in quello politico. Fino ad ora in maniera inconsapevole, così come tante convergenze che hanno comunque fatto ricche queste organizzazioni».
Antonella Buonopane di Libera Varese è intervenuta sulla questione degli immobili confiscati in provincia di Varese: «Sono 70 dei quali 16 assegnati e solo 9 già utilizzati – precisa la Buonopane – bisogna fare di più e meglio perchè si velocizzi le procedure di assegnazione e perchè non si facciano progetti faraonici per i quali poi non ci sono i soldi». Anche su questo punto Dalla Chiesa, presidente di Libera, ha voluto dire la sua: «Abbiamo un’ottima legge che è stata anche migliorata con la creazione di un’agenzia per l’assegnazione ma questa deve lavorare davvero e concentrarsi solo su questo problema – ha detto ancora Dalla Chiesa – bisogna vigilare sulle associazioni alle quali vengono assegnati, controllare che non tornino con diversi stratagemmi nelle mani dei mafiosi».
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