Multe ai disabili in via Roma, il giudice di pace dà ragione al Comune
Il consigliere Porfidio non demorde e ricorrerà in tribunale: per lui è una questione di principio. "Non per me stesso, e non per i soldi"
Il giudice di pace gli ha dato torto, con sentenza risalente a tre giorni fa: ma Audio Porfidio, "caterpillar" più che mai, non molla l’osso e ricorrerà in appello al tribunale. Sulla vicenda delle multe di via Roma, fatte con le rilevazioni della telecamera all’accesso della ZTL e piovute a ripetizione anche sui portatori di pass disabili ("autorizzati" a passare, ma solo con la giustifica a posteriori…), il consigliere comunale de La Voce della Città non intende piegarsi. Non per se stesso nè per i soldi, ripete sfogliando l’etto di multe accumulate (sia pure con i benefici del cumulo voluto dal Comune di fronte alle proteste: la giudice determina l’importo in 87 euro): ma per varie altre persone che anche colpite "solo" tre-quattro volte all’accesso nel tratto di via "verboten", si trovavano l’equivalente di una "sberla" tremenda da pagare. «E parlo di gente che non arriva a fine mese, con problemi di disabilità, e che io stesso ho aiutato in qualche frangente». C’è chi ha pagato, Porfidio no, a rischio di pagare molto di più in seguito: quando le questioni sono di principio, come in questo caso, non lo si smuove.
Il consigliere non demorde: per lui ci sono centinaia di multe da annullare del 2008 a fine 2009. Continua a contestare che la delibera a suo tempo adottata dall’amministrazione, nella primavera del 2008, non parlava nè di disabili, nè di numeri verdi da chiamare per farsi "abbuonare" (entro 48 ore dal "misfatto") il passaggio davanti alla telecamera e nella zona a traffico limitato; nè chiariva particolarmente le idee al consigliere l’ordinanza di un anno dopo. Quando da tempo Porfidio, "forte" delle multe accumulate, sue e altrui, faceva il diavolo a quattro, fino a ricorrere in Procura. «La sequenza giusta sarebbe: delibera, ordinanza, poi cartello». A Busto è stata meno immediatamente logica: delibera, cartello, in seguito rivisto e reso più leggibile, infine ordinanza. Beffa finale la prevista chiusura dell’accesso con i lavori di rifacimento di piazza Trento e Trieste: una manata di cemento sulla vicenda. Per il giudice, la delibera era "validamente assunta" e "non censurabile", di conseguenza "i provvedimenti… sono stati elevati ai sensi di legge". Le multe, insomma, sono in regola. Non solo: anche la segnaletica "appare conforme alla normativa vigente" e "solo tardivamente contestata".
Non c’è uniformità, lamenta Porfidio. «A Como avevo preso una multa in ZTL, ho mandato loro la fotocopia del permesso per invalidità e mi hanno annullato la sanzione: prendano esempio da quella città». Sulla vicenda il consigliere di origine lucana non è mai andato per il sottile, "chiedendo teste" a destra e a manca. Teste alle quali, parentesi, si aggiunge ora quella del giudice di pace. Che "le sentenze non si commentano, si rispettano", non è proprio un detto inventato da Porfidio. «La giudice non ha preso in esame la memoria che avevo fatto io, e in cui chiedevo dei documenti, non li ha fatti produrre al comando dei vigili». Con il quale la guerriglia prosegue anche a comandante in partenza. Ed eccolo denunciare di nuovo la situazione di largo Giardino, davanti al tribunale. Un’area che sente prepotentemente "sua" da quando vi ha fatto installare, a sue (notevoli) spese, il monumento che ricorda le vittime di mafia e terrorismo; il parcheggio ancora disponibile in mezzo allo spiazzo, di cui il comune si disferà prossimamente, crea a tratti il caos. Cosa che non gli aveva impedito di lamentarsi, peraltro, quando i vigili si erano mossi per davvero… per multare, dall’altra parte dello slargo, i mezzi al suo servizio per la sistemazione di aiuola e monumento.
Il consigliere Porfidio esige di poter precisare personalmente alcune questioni, a suo parere non riportate correttamente:
-La delibera non autorizzava a predisporre un cartello stradale con l’obbligo a comunicare entro 48 ore il transito dei disabili!
-Il Giudice non ha per niente esaminato né la delibera, né l’ordinanza e né il cartello stradale, limitandosi a rigettare il mio ricorso per il solo fatto che avevo dichiarato di avere il diritto al transito nella ZTL perché in possesso del PASS dei disabili.
-Non comprendo cosa ci “azzecca” la menzione del “consigliere di origine lucana”!
-È vero che “le sentenze non si commentano, si rispettano” però, guarda caso, questa massima viene invocata quando si ha ragione. Coloro che soccombono per le sentenze ingiuste, credo che abbiano il diritto di invocare una revisione della decisione. Diversamente, il tanto sbandierato “garantismo” va a farsi benedire!
-Il fatto, infine, che abbia avuto a lamentarmi per la multa ai “mezzi al mio servizio” per la sistemazione di aiuola e monumento, vorrei ricordare che quei lavori, finanziati a mie spese, erano effettuati al servizio della Comunità e non per “mio servizio”!
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