Gli ottant’anni di Giuseppe Adamoli, uomo di cuore e di “trincea“
Il diretto interessato: “Li sento eccome, ma sono fortunato: relazioni umane, voglia d’imparare e tante camminate“
C’è chi il calendario se lo immagina di carta e chi invece si alza al mattino e il suo compleanno lo scolpisce su Facebook con l’abitudine che sembra quella di una vita. Eppure la tecnologia, che cambia le abitudini. Eppure gli anni che passano, e sono ottanta.
Eppure Giuseppe Adamoli è così, e oggi, data di quelle grosse, immancabile arriva il post sulla sua pagina Fb di buon mattino, salutato da baci e abbracci che sono sì molto social, ma anche molto veri, animati dal calore di chi ne dà, anche a quanti non la pensino come lui: è la caratteristica di questo homo politicus prestato alla società e al buon pensiero che mai si sottrae al dibattito e alla replica. Un po’ come, qualche anno fa, si buttò nella mischia proprio animando un seguitissimo blog ospitato dalle pagine di Varesenews, “il blog di Adamoli“.
E allora giù tutti a commentare dopo l’ennesima riflessione sul tema comune. Per questo non c’è da stupirsi del fatto che scriva, del suo genetliaco: «Eh sì, sono OTTANTA, molti in trincea. Li sento eccome, ma sono fortunato: relazioni umane, voglia d’imparare e tante camminate».
Alla fine uno legge e dice: ma chi è Giuseppe Adamoli? Beh c’è scritto nel sito del Consiglio regionale della Lombardia: nato il 21 dicembre 1941 “Legislature: VIII, VII, V, IV, III“. Quarant’anni di vita politica passata in un’istituzione importante e in periodi anche difficili, duri, oggi visti da lontano, e sempre “in cammino“.
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