A Cuveglio un 25 Aprile all’insegna del ricordo: “Diffondiamo e difendiamo la memoria”
La cerimonia, molto partecipata, ha visto la presenza del primo cittadino Paglia e del presidente Anpi Cuveglio Luca Zambonin

In occasione del 78esimo anniversario della Liberazione d’Italia i cittadini di Cuveglio si sono trovati davanti alla Biblioteca pubblica del paese, dove è situata la lapide ai caduti cuvegliesi. Un’iniziativa molto partecipata che ha visto l’intervento del sindaco Francesco Paglia, che ha ricordato la figura di Don Sturzo, la libertà e la nascita della Repubblica Italiana con il sangue dei partigiani, e del presidente Anpi Cuveglio Luca Zambonin.
«Cari concittadini, l’Anpi augura a tutti il miglior 25 aprile possibile – ha detto Zambonin – Nel 78 esimo anno dalla fine della guerra e dalla pacificazione, ancora molte troppe, sono le manifestazioni d’insofferenza verso la nostra democrazia così duramente conquistata attraverso i sacrifici e le sofferenze della popolazione inerte. Il ricordo delle malefatte del fascismo, con le stragi dei civili e le conseguenti gesta dei partigiani sono state impresse nella nostra costituzione. Purtroppo già subito dopo la guerra e nel corso di questi anni anni non si sono mai placate le manifestazioni di revanscismo propagate da chi non ha mai compreso il dolore e il male diffuso dal fascismo. Le esternazioni di una parte della classe politica attualmente al potere alimenta un divisionismo creato ad arte con il solo scopo di scardinare la memoria della resistenza e la sua vittoria sul fascismo, una delle più esecrande ideologie, condannato dalla storia e dalle espressioni giuridiche di ogni stato civile».
«Tuttavia – ha proseguito il presidente Anpi – oggi abbiamo delle armi per contrastare la parificazione tra le parti che precede l’oblio dei crimini commessi e della violenza diffusa durante e dopo la guerra nella nostra repubblica. Queste armi sono la conoscenza e la memoria. Queste armi non causano devastazioni, morti o sofferenze, ma solo nella direzione dove sono puntate dà al bersaglio la consapevolezze dell’inconsistenza del proprio essere. Per questo chi desidera la malcelata vendetta sulla giustizia fatta sui crimini del fascismo temono e combattono chi si prodiga per la libertà, la civiltà e la giustizia. Ricordiamo che nel corso di questi 78 anni lo stato ha subito gli attacchi terroristi e le prepotenze di questi loschi figuri, a partire dall’aver dato credito politico a dei noti criminali di guerra ricercati dalla giustizia internazionale, i presidenti onorari del partito Politico Msi-dn Rodolfo Graziani, e Junio Valerio Borghese. Come non rammentare il triste periodo del dopo guerra nel territorio di Varese con il pestaggio da parte di squadristi fascisti nel 1969 dello studente universitario Francesco Gallina, la bomba al mercato di Varese con la morte di Vittorio Brusa fioraio, nel marzo del 1974, e il tentativo di strage con la dinamite alla diga di Creva sopra Luino e nel contempo allo stadio di Varese fortunosamente sventati dai Carabinieri il 3 novembre del 1974. Ancora oggi sono tristemente attivi nel territorio varesino gruppi che si definiscono nazisti. Non semplici rigurgiti o isolati nostalgici, come qualcuno vorrebbe farci credere, ma gruppi ben inseriti in realtà consistenti nelle pieghe della società sempre più indifferente. Dunque diffondiamo e difendiamo la memoria dagli strali di quanti in opportunistica malafede la vorrebbero revisionare equiparando chi fece una consapevole scelta di umano altruismo, con chi la scelta la fece per gretto opportunismo, arroganza, egoismo e odio ignorante».
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