“Welcome”, tra i film più belli dell’anno
Critica cinematografica del film di Philippe Lioret nelle sale in questi giorni
Diventato un caso in Francia con oltre 10 milioni di euro di incasso, “Welcome”, già da qualche giorno nelle sale (a Milano, ma anche a Varese al Cinema Nuovo, a Legnano, a Lodi….) è uno dei film più importanti dell’anno, sia per l’attualità dei temi che affronta, che per l’originalità del racconto, capace di coinvolgere tutto il pubblico attraverso un’emozionante storia d’amore e di amicizia.
Diretto dal francese Philippe Lioret, il film (che ha vinto tra gli applausi a Berlino il Premio del pubblico e il Premio della Giuria Ecumenica), ci porta a conoscere Simon, istruttore di nuoto in una piscina comunale a Calais, sulla costa nord della Francia. È in crisi con la moglie e svolge il suo lavoro come una banale routine, fino a quando incontra Bilal, un giovane curdo che ha attraversato l’Europa da clandestino per raggiungere la ragazza in Inghilterra. Dopo un tentativo fallito di varcare la frontiera, l’unica possibilità per Bilal di realizzare il suo sogno è attraversare la Manica a nuoto e Simon è il solo che può allenarlo: il coraggio del ragazzo, deciso a tutto pur di salvare il suo amore, convincerà Simon a mettersi in gioco in prima persona, sfidando la legge per aiutarlo in un’impresa all’apparenza impossibile.
Segnaliamo questo film, convinti che il passa parola del pubblico decreterà il successo di un film che la critica cinematografica ha salutato con grande favore: “Pare incredibile ma succede quasi tutti i giorni. Clandestini che da Calais cercano di attraversare lo stretto della Manica a nuoto. Vorrebbe provarci anche Bilal, giovane curdo-iracheno desideroso di raggiungere l’Inghilterra. Non sono in cerca di un posto migliore, ma anche per una ragazza… Ottimo film di Philippe Lioret, che questa volta firma il suo lavoro migliore” (Mauro Gervasini, Film TV). E ancora: “I due protagonisti sono meravigliosi, l’esordiente giovanissimo Firat Ayverdi, curdo di strepitosa bellezza, e Vincent Lindon, con quegli occhi allargati dalla tristezza per una vita che ha perso radici e senso e quella specie di amore paterno che lo trasforma quasi in un eroe” (Natalia Aspesi, La Repubblica).
E’ un film che, in questi tempi di crescente individualismo, riscopre il bisogno della solidarietà come unica risposta etica possibile, come bene ha scritto Paolo Mereghetti su Il Corriere della Sera, “…il film evita la facile predica moralistica sull’inospitalità dei Paesi ricchi e chiede allo spettatore di appassionarsi ai percorsi umani di due individui soli di fronte al loro bisogno d’amore: Bilal alla disperata ricerca di un mezzo per raggiungere la ragazza che lo ama, Simon alla scoperta di un’umanità che forse non pensava di aver mai avuto”.
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