Maxi evasione fiscale nel mondo cooperativo
La Guardia di Finanza ha scoperto il sistema organizzato da un "comitato centrale" che ogni due anni apriva e chiudeva cooperative impegnate nel settore logistica e magazzini evadendo il fisco
Cooperative aperte e chiuse facendo perdere le proprie tracce. Una scia di evasione fiscale di milioni e milioni di euro. Questi sono alcuni degli ingredienti dell’operazione condotta e portata a termine dalla Guardia di Finanza di Varese al termine di una complessa indagine diretta dal sostituto procuratore della Repubblica di Varese Agostino Abate. Ci sono alcuni indagati per evasione fiscale e per una serie di altri reati.
Le Fiamme Gialle hanno scoperto un sofisticato ed ampio sistema di evasione fiscale, basato su una rete di società cooperative, formalmente autonome, ma in realtà accomunate da una gestione congiunta, effettuata da una “base direzionale unica”, ubicata a Varese. Le imprese cooperative in questione, attive nel settore della logistica ed in particolare nella gestione di magazzini merci (nel Varesotto e anche a Malpensa), risultate intestate a prestanome, avevano le sedi in varie località del territorio nazionale, ma , in verità, non disponevano di un’effettiva struttura aziendale.
In particolare, le stesse erano condotte da un “comitato di persone”, formalmente estraneo alle gestioni societarie, radicato a Varese. Tale comitato, i cui componenti non avevano alcuna carica amministrativa ufficiale (erano soci lavoratori, pratica molto diffusa nel mondo cooperativo), provvedeva a ricercare i clienti ed a dare esecuzione ai contratti d’appalto stipulati e, soprattutto, aveva la piena disponibilità dei conti correnti bancari aziendali che utilizzava secondo un disegno predeterminato, volto a distrarne i fondi che vi confluivano, omettendo oltretutto il versamento delle imposte dovute.
Le società cooperative, coinvolte nel meccanismo fraudolento, erano aperte e chiuse ogni due anni, per evitare il controllo obbligatorio che il ministero del lavoro avrebbe dovuto effettuare sulle stesse ogni due anni. La Guardia di Finanza ha scoperto una quota imponibile non dichiarata, ai fini delle imposte sui redditi, ammontante ad oltre 270 milioni di euro ed un’iva dovuta, sottratta all’erario, di oltre 35 milioni di euro. La verbalizzazione delle violazioni fiscali, in campo amministrativo, è avvenuta utilizzando le risultanze delle indagini giudiziarie.
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