“Con la crisi qualcosa è cambiato”
L'ostilità crescente spaventa gli stranieri: alle difficoltà burocratiche si aggiunge la diffidenza di molti. "Ci sentiamo trattati come animali: buoni solo per lavorare"
Questi problemi, per gli stranieri, sono sempre esistiti. Ma la differenza è nell’ostilità crescente che gli stranieri hanno sentito sulla loro pelle. Molti, come l’operatrice sociale albanese Eni, si sentono trattati come animali da lavoro: buoni per lavorare, ma senza diritti sociali; senza luoghi di ritrovo, sono guardati con sospetto se stanno per strada per ritrovarsi, siano donne sole (come molte badanti) o famiglie intere. Lavorano, ma spesso sono relegati nei centri storici abbandonati dagli italiani. Altra questione, poi, sono le difficoltà dei luoghi di culto, che riguardano soprattutto i musulmani, come è apparso evidente anche dal recente dibattito a Samarate. Sintomi dell’ostilità crescente. L’eXtrafesta vuole dimostrare invece che gli stranieri, insieme agli italiani, possono dare un contributo alla società, creare spazi di convivenza, sconfiggere la paura.
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