Crisi, le Acli propongono un “fondo per la casa”
"L'ordinario non basta, occorrono risposte straordinarie" per far fronte alla crisi. Tra le proposte, l'attenzione alla formazione e aggiornamento professionale e al problema dei costi abitativi
Le Acli chiedono all’Amministrazione comunale gallaratese di «rivedere le priorità di spesa e attuare interventi concreti» per far fronte alla crisi. Il dibattito sulle risposte da dare a livello locale alla crisi economica e occupazionale continua a tenere banco a Gallarate, come del resto anche in altri comuni: dopo le risposte dell’Amministrazione che ha ricordato i numeri della spesa sociale, le Acli ritornano a fare le loro proposte per far fronte alla difficoltà di famiglie e imprese. Nella lettera aperta inviata agli amministratori, le associazioni cristiane dei lavoratori riconoscono «gli sforzi già presenti in bilancio», per il 2008, ma chiedono una revisione dei capitoli di spesa che metta al centro «interventi di sostegno alle necessità delle famiglie e dei lavoratori cassaintegrati o licenziati». Risposte concrete da offrire grazie ad una nuova progettualità, vale a dire nuovi strumenti e, appunto, nuove priorità di spesa. Anche alla luce della riduzione delle entrate, che, riconoscono le acli, aumentano «le difficoltà di chi si trova a dovere gestire questi aspetti e ad operare conseguenti scelte». La situazione che si vive – si dice in soldoni – non è ordinaria e gli strumenti ordinari non bastano. Né tanto meno sono «credibili e sufficienti» le risposte di chi, nella maggioranza, ha invitato le donne dei nuclei famigliari numerosi a cercare un lavoro per contribuire al bilancio famigliare.
Risposte straordinarie dunque. Ma quali concretamente? Oltre al sostegno economico alle famiglie in difficoltà per la perdita del posto di lavoro, le Acli chiedono di prevedere una rinnovata e particolare «attenzione alla formazione e alla riqualificazione professionale e lavorativa per i lavoratori disoccupati o a rischio di perdita di lavoro». E poi c’è il “fronte abitativo”: davanti ai costi insostenibili degli affitti e di una parte dei mutui, occorre pensare a «strumenti di convenzionamento volontario incentivato che possano rendere disponibili da subito sul mercato una sufficientemente ampia possibilità di abitazioni in affitto accessibili anche alle famiglie ed a chi si trova in una condizione di scarsa capacità economica». Il contributo del Comune a questo progetto potrebbe essere rappresentato, continuano le Acli, da «un “fondo di garanzia per gli affitti” che consentirebbe di proporre una convenzione ai proprietari degli alloggi garantendo maggiore stabilità e sicurezza a fronte di canoni più contenuti».
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