Mense “più educate”: la risposta del comune alle proteste
Scelte pedagogiche dietro i cambiamenti che hanno interessato la refezione delle scuole dell'obbligo: a parlarne l'assessore Tomassini
E’ solo il frutto di una
razionalizzazione che privilegia il lato educativo, e non un “taglio
di personale” il nuovo assetto degli addetti alla mensa delle
scuole dell’obbligo a Varese. A dirlo, l’assessore Patrizia Tomassini
in un incontro che ha voluto dirimere una questione che ha agitato le
acque delle appena iniziate scuole comunali
“Abbiamo ricevuto
lettere da parte dei genitori che vedono non positivamente la
mancanza di un ausiliario durante la refezione, denunciando il fatto
che il comune taglia i lavoratori sulle spalle dei bambini – ha
spiegato Patrizia Tomassini – Ma noi non abbiamo tagliato, la qualità
del servizio è migliorata: perchè abbiamo puntato a
rendere più educativo il momento del pasto”.
Il comune ha infatti “esautorato”
le dipendenti della Pulirapida, l’azienda a cui fin dal 2003 è
stata appaltata la parte di pulizia e manutenzione “Ora però
nel momento della mensa, ci sono persone formate diversamente,
rispetto alla preparazione di un ausiliario – continua l’assessore
– Noi stiamo preparando una lettera che prepareremo per i genitori
dei ragazzi che frequentano i nostri servizi, per spiegare i motivi
pedagogici delle nostre scelte”.
La scelta, dal punto di vista pratico,
è stata quella di “stabilizzare” (cioè assumere con
contratti a tempo indeterminato, secondo il bizzarro lessico del
impiego pubblico) molti degli educatori fino ad ora precari: assunti
a tempo determinato, stagionali eccetera: “Noi siamo uno dei
pochissimi comuni che gestisce internamente il personale del servizio
parascolastico, inteso come prescuola e doposcuola, e abbiamo deciso
di stabilizzarne una gran parte”.
Ora per i 3000 bambini iscritti alla
mensa e per i 363 bambini che utilizzano il nuovo servizio di
“doposcuola breve” i loro educatori, da sempre presenti anche
nel momento della mensa, potranno lavorare con più serenità
e con una situazione più chiara dal punto di vista gestionale. Fino all’anno scorso infatti durante i pasti in mensa c’erano persone
che rispondevano a tre aziende diverse: la scuola stessa, l’azienda
che si occupa del servizio dei pasti e le bidelle della Pulirapida.
Ora ci sarà meno “ressa” diventando la questione pasto una
faccenda solo tra la scuola e chi serve i pasti.
Meno tranquille però sono
alcune delle ausiliarie esonerate dal servizio, risultato inalcuni
casi della disastrata vicenda delle cooperative di pulizia del
comune, nate con la precedente amministrazione: “Lavoravamo come
bidelle con i contratti temporanei spiega Mimma Ostuni , al lavoro alla
scuola Baracca – poi, dopo diverse vicissitudini,siamo diventate
dipendenti della Pulirapida. Con la promessa che avremo avuto lo
stesso trattamento, in manioni e numero di ore, del lavorare
direttamente in comune. Ma non è così: noi lavoriamo
sempre meno ore alla settimana, e percepiamo stipendi sempre più
bassi”
“I servizi ausiliari di supporto
sono in appalto dal 2003 ad una azienda esterna – E’ la risposte
della dottoressa Airoldi capo attività del’assessorato per
quanto riguarda la scuola dell’obbligo – a novembre è
iniziato un nuovo capitolato d’appalto, e nell’ambito del capitolato
si è scelto di escludere questa parte e assumere del personale
educatore, considerato anche il fatto che quello è un momento
particolare quello del pasto”. E per quanto riguarda la questione dei tagli: “In realtà poi non
abbiamo nemmeno “tagliato” il personale ausiliario, ne abbiamo
modificato l’orario di presenza giornaliera in quelle scuole. E per
mantenere il loro numero di ore di lavoro abbiao acnhe proposto ad
ognuna un lavoro alternativo, consistente nela pulizia delle
palestre. Non tutte le persone hanno accettato, vuoi per il
cambiamento di orari o di sede.Ma la gran parte, semplicemente ha
accettato le nuove condizioni”
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