Geppi Gleijeses: “Il mio Pirandello sembra scritto ieri”
Il grande attore aprirà la Stagione Teatrale Comunale con un grande classico, in programma dal 7 al 9 novembre
Riapre venerdì 7 novembre la stagione teatrale comunale, e non poteva esserci spettacolo più indicato per inaugurarla. "Il Giuoco delle parti" portato in scena dal Teatro Stabile di Calabria è infatti un esempio perfetto delle caratteristiche chiave di questa stagione. Un grande classico della prosa, scritto da Luigi Pirandello, interpretato da un grande attore, Geppy Gleijeses e diretto da un regista lontano dal palcoscenico da troppo tempo, Egisto Marcucci.
Come dire: la stagione comunale vuole portare il suo contributo al Teatro di Varese con appuntamenti culturali di grande qualità, e questo "Giuoco delle parti" renderà subito chiara tale missione. Ma come è possibile portare con efficacia lo splendore del teatro classico al pubblico contemporaneo, sempre più abituato a musical e altri generi totalmente differenti? Ne abbiamo parlato proprio con il protagonista dello spettacolo di venerdì, Geppy Gleijeses, che con le prime date dello spettacolo sta riscuotendo un grande successo.
Le prime date del "Giuoco delle parti" stanno ottenendo ottimi riscontri di pubblico. Eppure sembra sempre più difficile portare spettacoli di prosa classica al pubblico di oggi. Qual è il segreto?
«Il bello dei copioni di teatro classico è che sono sempre attuali. Non cambiano i parametri di lettura, perché i sentimenti che li muovono sono sempre gli stessi. L’importante è recitare come se fossero stati scritti ieri».
Il personaggio che porterà a Varese è forse il più complesso del teatro di Pirandello. Come ha affrontato questa sfida?
«È un ruolo che ho voluto affrontare con grande modernità, sfrondandolo dalle velleità che gli erano state aggiunte nel tempo. È un personaggio che amo perché è molto umano, sofferente. Un uomo che ha sofferto così tanto da voler svuotare la sua essenza, uno sforzo che non servirà a risparmiargli il dolore. Ho voluto valorizzare questo aspetto, perché credo che il teatro debba arrivare al cuore dello spettatore».
Questo è un ruolo che desiderava da tempo, perché?
«Sono nel periodo della vita di un attore in cui arrivano questi grandi appuntamenti. A cinquant’anni sono questi personaggi drammatici quelli da affrontare, e non ho voluto sottrarmi alla prova».
Questo spettacolo segna anche il ritorno di Egisto Marcucci, bloccato per alcuni anni da un grave incidente. Com’è lavorare con lui?
«È un’esperienza bella, gratificante, interessante. Marcucci è un grande regista italiano e il suo contributo rimane necessario. Insieme a lui nella regia c’è Elisabetta Courir, una collaboratrice di lunga data che in questo caso ne condivide i meriti a pari grado. E poi l’intero gruppo di lavoro è fantastico, al mio fianco ad esempio c’è Marianella Bargilli, una delle migliori giovani attrici italiane».
Gli ingredienti per il debutto di questa stagione comunale ci sono tutti. Lo spettacolo verrà proposto venerdì 7, sabato 8 e domenica 9 novembre, sempre alle 21 al Teatro Apollonio. Per informazioni sull’abbonamento o sull’acquisto di biglietti singoli, visitate questa pagina di VareseCultura.
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