Sanità, Cgil Cisl e Uil lombarde contro il governo
I sindacati della "triplice" confederale contestano la decisione di revocare il decreto sui nuovi livelli essenziali di assistenza sanitaria (Lea)
"CGIL CISL UIL della Lombardia considerano gravissima la decisione del Governo di revocare, a fronte dei rilievi della Corte dei Conti relativi alla copertura finanziaria per alcune prestazioni aggiuntive, il decreto sui livelli essenziali di assistenza (LEA) in sanità". Così i sindacati della "triplice" commentano gli ultimi sviluuppi in materia di sanità: i livelli essenziali di assistenza sono un elemento di equità e chiarezza cui la parte sindacale non intende rilanciare.
"La Conferenza delle Regioni e CGIL, CISL e UIL" prosegue la nota sindacale diramata oggi "avevano chiesto di aprire un confronto per valutare come superare quei rilievi, ma il Governo ha deciso invece di azzerare un provvedimento che migliora la tutela della salute per tutti i cittadini del nostro paese.
E’ evidente che non si vuole trovare una soluzione per confermare le modifiche ai LEA, che avevano innovato e aggiornato molte prestazioni sanitarie, tra le quali quelle per la non autosufficienza, le nuove protesi per i disabili, le nuove esenzioni per malattie croniche, le cure odontoiatriche per indigenti e minori.
Questa decisione del Governo, che si aggiunge ai tagli dei finanziamenti previsti nella manovra finanziaria, aggrava le preoccupazioni per le sorti di un sistema delicatissimo come quello sanitario.
Il Sindacato, così come stanno facendo le Regioni e i Comuni, manifesta tutte le sue contrarietà e chiede la modifica di questi provvedimenti ingiusti".
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