Due indagati per la morte di un’anziana alla Provvidenza
Il figlio ha presentato un esposto in procura: "Cambiati i farmaci". Si attende l'esito degli esami. L'istituto: "La signora era molto grave, abbiamo operato correttamente come sempre"
L’anziana madre muore al ricovero, il figlio manda un esposto in Procura, e due persone finiscono, per atto dovuto, nel registro degli indagati.
La vicenda è delicata. Il signor Flavio Forti, figlio di Viviana Bassani, venuta a mancare lo scorso 5 giugno a 81 anni presso l’istuto bustese La Provvidenza, si è rivolto il giorno dopo la morte della madre alla magistratura, ipotizzando che un cambiamento nelle cure prestata all’anziana possa essere stato alla base del decesso. Il pm Luca Gaglio, titolare del fascicolo, ha disposto l’autopsia, eseguita mercoledì scorso 11 giugno, e sui cui esiti non vi sono al momento certezze. Si attende l’esito degli approfondimenti di tipo tossicologico disposti dal magistrato.
La struttura difende il suo operato tramite il presidente Cesare Gallazzi. «La signora è giunta da noi il 1° aprile dall’ospedale Raimondi di Prospiano, era già molto grave e pesava appena 35 chili quando l’abbiamo ricevuta. Il 5 giugno si è spenta improvvisamente, fino a quel momento l’avevamo assistita con tutta la cura e l’attenzione che da sempre riserviamo ai nostri ospiti. È la prima volta che viene avanzata un’accusa simile. Attendiamo serenamente gli esiti dell’autopsia e degli esami ulteriori» spiega Gallazzi, «dopodichè chi ci accusa risponderà di quanto ha affermato anche attraverso i quotidiani». Il presidente, pur sottolineando che la struttura in sè non è sotto accusa, annuncia che La Provvidenza ha nominato un difensore di fiducia nella persona di Vittorio Celiento, decano dell’avvocatura bustese.
L’avvocato Giulio Mattei Arpiselli è invece il legale del signor Forti, e affronta a sua volta con una certa prudenza l’argomento, in attesa degli esiti scientifici attesi entro un paio di mesi. «Non ho ancora in mano ogni elemento» mette le mani avanti, «devo ancora visionare le cartelle cliniche di Prospiano e colloquiare con il medico di famiglia. La signora» prosegue «era rimasta ricoverata a Prospiano quattro mesi circa, poi per sette mesi a casa, e veniva descritta come vitale». Anzi, iperattiva: «Il signor Forti ha notato come dopo il ricovero presso La Provvidenza la madre fosse passata da iperattiva a catatonica, imputandolo ai cambiamenti nella terapia e nei farmaci usati». Dopo qualche rimostranza, alla scomparsa della madre l’uomo ha preso carta e penna e intoltrato alla magistratura un esposto. Tra qualche settimana le prime risposte dagli esami.
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