Studente del Daverio a scuola sulle alture dell’Etiopia
Jonathan Pinna è uno studente del terzo anno dei geometri. Nel marzo scorso ha seguito il professore di ecologia sull'altopiano del Kundudo alla ricerca di cavalli selvaggi
Due settimane in Africa, alla ricerca dei cavalli selvaggi. È l’avventura di Jonathan Pinna, studente del terzo anno dei geometri all’Isis Daverio, che lo scorso marzo è partito alla volta dell’Etiopia seguendo il professore di Ecologia Marco Viganò.
«Mi è sembrata una bella occasione per andare a visitare un paese straniero. I miei genitori sono stati subito d’accordo. Sapevo che la nostra meta era il Kondudo, poi, però, abbiamo visto anche Adis Abeba e l’intera regione dell’altipiano».
Marco Viganò è un docente anomalo, nel senso che le sue lezioni vogliono sempre abbinare la parte teorica a quella pratica: la sua lunga permanenza nello stato africano gli ha permesso di offrire scenari e itinerari dall’indubbio fascino.
«Sin da bambino ho viaggiato per il mondo con i miei genitori: in Australia e in Gran Bretagna a visitare i parenti, in Egitto, nel nord d’Europa. Così, non ho avuto la minima esitazione nel rispondere all’offerta del docente. Siamo partiti perchè dovevamo cercare branchi di cavalli selvaggi ma poi abbiamo gettato le basi di un progetto di sviluppo turistico di quest’area meridionale del paese. Il lavoro, quindi, proseguirà anche in futuro e io voglio farne parte».
L’esperienza africana è sicuramente stata importante per Jonathan: « L’inizio non è stato semplice: il caldo era soffocante e l’esperienza nella capitale mi aveva colpito per la povertà diffusa. Il resto del viaggio, però, ha riservato emozioni profonde. Il caldo ci ha perseguitato sempre, ma la natura di quei luoghi è incredibile. Una volta tornato a Varese ho subito provato una grande nostalgia e voglia di tornare. Purtroppo a luglio non potrò unirmi alla prossima missione ma conto di ritornarci presto».
Voglia di viaggiare e di conoscere, anche se con un limite pesante: «Mi sono reso conto di quanto sia importante conoscere l’inglese. Io l’ho studiato ma in Africa ho avuto grosse difficoltà che devo risolvere».
Sì, perchè Jonathan guarda già al mondo intero anche per il suo futuro: ingegnere idraulico per risolvere i problemi del terzo mondo, ma senza disdegnare un’offerta recentissima che gli è giunta da un professore della scuola Europea conosciuto nella missione etiope: « Vuole che lo accompagni sul Mar Rosso, per sviluppare il turismo nelle zone dell’Eritrea per ora sconosciuta. Un’offerta molto affascinante».
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