“Dio ti vede, Stalin no!”

Mostra dei manifesti elettorali proposta dall'Università dell'Insubria per i festeggiamenti dei suoi primi dieci anni di storia. Resterà aperta fino al 20 giugno

"Nel segreto della cabina elettorale Dio ti vede, Stalin no!" È solo uno degli slogan di una vignetta di Guareschi per la campagna elettorale del 1948.
Il clima allora era incandescente e i manifesti dell’epoca lo testimoniano in modo perfetto.
Filadelfo Ferri, direttore dell’ International Research Center for Local Histories and Cultural Diversities dell’Università degli Studi dell’Insubria, spiega che "la percezione era quella di un paese al bivio per una scelta assoluta".
Renzo Dionigi, rettore dell’ateneo, oggi ha presentato la mostra che è allestita in via Ravasi fino al 20 giugno. "La mostra “1948 e dintorni: Manifesti Politici Immagini e Simboli dell’Italia repubblicana”
raccoglie i materiali propagandistici realizzati dalle diverse forze politiche per il referendum istituzionale del 1946, le elezioni politiche del 1948, le elezioni amministrative del 1951 e la successiva tornata politica del 1953. La maggior parte della cartellonistica rappresenta lo scontro tra Democrazia Cristiana e Fronte Popolare, in particolare per le elezioni del 1948".
Un’iniziativa che si inserisce in un programma per i festeggiamenti per i dieci anni dell’Università dell’Insubria. "Tanti appuntamenti che si concluderanno il 14 luglio, data dell’inaugurazione del nostro ateneo, che vedrà presenti a Varese l’allora Ministro della pubblica istruzione Luigi Berlinguer, l’attuale Maria Stella Gelmini, Roberto Maroni e Roberto Formigoni".
La professoressa Claudia Storti, docente dell’ateneo varesino ha salutato con grande piacere questa iniziativa perché per una volta "non è la storia maestra di vita, ma è la vita maestra di storia. La ricerca di questi materiali ci ha permesso di entrare nel clima di quei tempi e di poter studiare l’importanza che avevano le strategie politiche e il rapporto di questa con l’opinione pubblica".
Una mostra importante da cui emerge tutta la passione, ma anche l’asprezza del confronto politico del dopo guerra. Manifesti che senza esclusione di colpi dileggiavano l’avversario fino a volerlo veder distrutto, annientato. Una grafica ricca, semplice, figlia spesso del fascismo che aveva avuto maestri in quel campo. Manifesti e volantini che erano gli elementi centrali della propaganda, perché allora non esisteva la televisione, arena dove oggi spesso si consuma in modo più subdolo e pericoloso il messaggio mediatico. 
 

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Manifesti elettorali sessant’anni fa 4 di 18

 

 

“1948 e dintorni: Manifesti Politici Immagini e Simboli dell’Italia repubblicana”,

Università degli Studi dell’Insubria,

Salone di Rappresentanza, via Ravasi 2, Varese.

3-20 giugno 2008, dal lunedì al venerdì, ore 10.00 – 18.00.

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Pubblicato il 03 Giugno 2008
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