Padoa Schioppa a Milano per discutere il futuro di Malpensa
Il ministro dell'Economia commenta: "Incontro positivo". Formigoni e Cattaneo chiedono la moratoria di tre anni sui tagli e snocciolano dati su dati
Tommaso Padoa Schioppa a Milano e sul territorio per toccare con mano il clima della Lombardia. Il ministro dell’Economia è arrivato ieri, mercoledì 16 gennaio, ha incontrato il presidente della Regione Roberto Formigoni, il sindaco di Milano Letizia Moratti e parte del mondo economico e finanziario. Formigoni e la Moratti hanno ripetuto la richiesta di ottenere una moratoria di tre anni per lo spostamento dei voli da Malpensa: il ministro non si è sbilanciato, ma ha lasciato la porta aperta e ha dato un giudizio positivo dell’incontro, facendo intuire che forse è ancora ipotizzabile il taglio dei voli previsto nel piano Alitalia-AirFrance. Tutto sommato anche i giudizi dei governatori di Milano e della Lombardia sono stati positivi: la Moratti ha puntato sulla necessità di evitare la perdita di competitività del Nord, tasto sul quale hanno battuto anche i vertici del mondo economico, soprattutto in previsione dell’Expo 2015; Formigoni ha snocciolato dati su dati, affiancato dall’assessore ai Trasporti e alle Infrastrutture Raffaele Cattaneo: se il Governo è disposto a pagare la cassa integrazione per gli oltre 7.500 dipendenti che rischiano il posto di lavoro, è vero anche che quei soldi possono essere spesi per attuare la moratoria di tre anni e a mantenere i voli su Malpensa. I conti fatti dalla Regione sono semplici: gli ammortizzatori sociali infatti costerebbero circa 1600 euro al mese a testa, 19 mila euro all’anno a dipendente, in tutto 150 milioni di euro; i soldi necessari per dilazionare i tagli delle rotte e riorganizzare lo scalo lombardo, come richiesto anche da Giuseppe Bonomi, presidente di Sea, alla riunion degli Stati Generali della Provincia di Varese, sarebbero circa 200 milioni all’anno. Così non ci sarebbero licenziamenti e Malpensa potrebbe tornare a competere da protagonista sul mercato. Lo stesso Cattaneo nell’Aula Magna dell’Università Insubria ha ricordato che «all’Olanda sono stati concessi sette anni, l’Italia ha il diritto di chiederne almeno tre». Entrambi hanno chiesto chiarezza sul piano AirFrance, ancora non ufficiale nei dettagli. Cattaneo ha ricordato che le perdite saranno ben maggiori nel caso il piano AirFrance venga attuato: «La soluzione è restare uniti, a tutti i livelli. Quello che deve essere garantito a Malpensa e a Regione Lombardia è che Air France non sposti traffico aereo intercontinentale da Malpensa a Parigi-Charles de Gaulle, e questo può essere garantito solo con la revisone dei trattati bilaterali e restituendo gli slot posseduti e inutilizzati da Alitalia a Malpensa, affinchè Sea e Regione Lombardia di "concerto" con assoclearence possano assegnarli a chi meglio credano e garantire lo sviluppo di Malpensa, corretto e bilanciato rispetto a Charles De Gaulle».
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