Lucciola molesta carabiniere durante il blitz

Per una cinese di 45 anni le accuse di istigazione alla corruzione e violenza sessuale nei confronti di un maresciallo dell'Arma impegnato in controlli antiprostituzione

La vasta inchiesta della compagnia dei carabinieri di Busto Arsizio sulla prostituzione sfocia anche in esiti boccacceschi: una cinese di 45 anni è finita in arresto con le accuse di istigazione alla corruzione e violenza sessuale, il tutto aggravato dalla qualità della vittima: un maresciallo dei carabinieri.

Intorno alle 13 di oggi, martedì 8 gennaio, i carabinieri bustesi hanno controllato con i colleghi di Gallarate un appartamento sito in via Vigorelli 1, nel rione Sciaré. Come ormai da copione, nell’ambito dei controlli in corso uno dei militari aveva chiamato il numero telefonico pubblicato su un quotidiano e che pubblicizzava l’attività a Gallarate di una “novità cinese giovane, bella ragazza molto simpatica. Disponibile tutti i giorni”. La donna che ha risposto al militare che si era finto un cliente interessato ad un incontro ha indirizzato quest’ultimo nell’appartamento di via Vigorelli. Una volta dentro l’appartamento il maresciallo, a cui sono stati chiesti settanta euro per una prestazione sessuale, si è qualificato mostrando il tesserino di riconoscimento.

A quel punto la donna ha offerto al sottufficiale della Benemerita  una prestazione sessuale gratuita in cambio del suo silenzio e dell’omissione del controllo: il tutto palpando in modo scoperto ed inequivocabile le parti più delicate del militare, che, incorruttibile, non ha ceduto alle invadenti e non richieste moine della… controparte. La scena si è peraltro ripetuta anche in presenza di altri due militari in divisa, sopraggiunti nel frattempo. Il comportamento della donna è stato qualificato come violenza sessuale concordemente con la Procura della Repubblica di Busto Arsizio, competente per territorio: anche secondo il magistrato rientrerebbe tecnicamente nella fattispecie di reato. Le indagini sono coordinate dal sostituto procuratore della Repubblica di Busto Arsizio Sabrina Ditaranto.

Sprovvista dei documenti di identità e clandestina, la donna è stata arrestata e condotta in carcere a Monza; l’appartamento in cui si prostituiva è stato posto sotto sequestro. Si tratta della quinta abitazione sequestrata dai carabinieri bustesi per motivi di prostituzione in questi primi giorni dell’anno 2008.

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Pubblicato il 08 Gennaio 2008
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