Doppio regalo di Natale per Pietro Zoia
Il riconfermato dg dell'Azienda ospedaliera bustese accoglie con soddisfazione la deroga che "disinnesca" la supermulta all'Ao per la questione dei turni
Doppio regalo di Natale per Pietro Zoia. Oltre alla riconferma alla guida dell’azienda ospedaliera bustese – che comprende i nosocomi di Busto Arsizio, Saronno e Tradate – Zoia si ritrova improvvisamente "alleggerito", grazie a una provvidenziale deroga piovuta da Roma, di un’autentica spada di Damocle. Si tratta della maximulta che la primavera scorsa l’ispettorato del lavoro aveva inflitto proprio all’Ao da lui diretta, relativamente al solo ospedale di Saronno e al periodo 2003-2005. Parliamo di una "sberla" da 15 milioni di euro, dovuta alle violazioni del ddl 66/2003 sul riposo minimo dei lavoratori fra i turni, previsto in undici ore. Una vicenda che aveva fatto rumore, con tanto di interrogazioni portate avanti in Parlamento dal senatore Antonio Tomassini di Forza Italia e da Marco Airaghi di An per sollecitare il governo a trovare una soluzione.
Il sospiro di sollievo di Zoia, su entrambi i fronti, è giustificato. La riconferma alla guida dell’Ao premia il suo impegno di questi anni, che ha visto fra l’altro il potenziamento e aggiornamento delle strutture tecniche e di reparto in particolare all’ospedale di Busto Arsizio. «Sono molto soddisfatto per la fiducia riconfermatami, devo dei grossi grazie a Luca Ferrazzi, per il sostegno che mi ha dato, e naturalmente all’ente Regione» commenta. Il rinnovo della fiducia a Zoia non era così scontato: a Tradate infatti, dove era stato duramente attaccato dai vertici politici ed amministrativi locali preoccupati per il futuro del Galmarini, la sua riconferma non è stata gradita. Il direttore generale dell’Ao bustese ribadisce comunque la sua filosofia: «Sono contento di poter restare a lavorare sul territorio, con la gente e per la gente. Mi fermano al supermarket a volte, mi riconoscono, per complimentarsi di questa o quella iniziativa…»
Quanto al "portafogli salvato" in extremis dalla deroga che il
governo ha infilato, quasi di nascosto, all’interno di un colegato alla Finanziaria 2008, Zoia è una Pasqua: «Bellissimo regalo di Natale» commenta. «Però lo dicevo da tempo che serviva una deroga alla normativa: la legge è da cambiare». Infatti il problema minacciava di ripresentarsi in proporzioni ancora più abnormi da un capo all’altro del Paese. Forse anche da questa considerazione è giunto l’intervento del governo, accolto con generale soddisfazione anche dai sindacati confederali, che pure invitano a risolvere i problemi strutturali esistenti, in particolare di organico. «Il regalo di Natale non è per me, ma per gli infermieri, prima di tutto» asserisce Zoia. «Il ringraziamento più grande va sempre a loro, per l’impegno costante e il lavoro che svolgono quotidianamente al servizio dei malati».
Resta la cattiva impressione suscitata da tutta la vicenda. Fatta la legge (2003, governo Berlusconi), si scopre ben presto che fa a pugni con le esigenze di servizio. Non solo, ma rischia di scatenare una partita di giro di proporzioni mostruose fra ospedali e ispettorati del lavoro, a suon di multe da dozzine di milioni di euro per volta. Così parte la retromarcia e scatta la deroga, in attesa di un nuovo quadro legislativo, che si spera più coerente.
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