Aggredì una donna dopo un diverbio in strada a Gallarate, condannato
I fatti risalgono al 2022, l'uomo ha denunciato anche la vittima dicendo di esser stato aggredito a sua volta. In tribunale si è arrivati a ricostruire l'episodio. Il legale della donna: "Lo denunceremo per calunnia"
Aveva aggredito una donna per un litigio stradale a Gallarate, provocandole alcune ferite, e oggi è stato condannato al termine del processo davanti al Giudice di Pace, sezione penale. Ma non solo: il legale della vittima chiederà anche che sia processato per calunnia.
L’episodio risale a tre anni fa, inizio primavera 2022, in via Marsala, appena fuori dal centro storico della città: la donna oggi 34enne riportò ferite al volto a causa dei violenti schiaffi assestati dall’automobilista con cui aveva discusso, artigiano egiziano oggi 54enne.
A Gallarate si è arrivati a celebrare il processo con due persone imputate: l’uomo infatti ha denunciato a sua volta la 41enne per lesioni.
In aula in realtà già il Pubblico Ministero ha chiesto di condannare l’uomo (difeso d’ufficio dall’avvocato Felice Brusatori) a mille euro di ammenda, ma di assolvere lei (difesa dall’avvocato Pietro Romano) per il fatto contestato.
In aula sono stati ascoltati i testimoni – i carabinieri intervenuti, un esercente e un passante che avevano da subito reso testimonianza ai militari – il giudice poi ha assolto la donna e condannato l’uomo a 1800 euro di ammenda, con 1000 euro di previsionale e altri danni da liquidarsi in sede civile, oltre al pagamento delle spese processuali.
Soddisfazione particolare arriva dall’avvocato Pietro Romano, legale della donna: «L’accusa alla mia cliente era assurda: lei è alta 1.50 e lui 1.90, neppure avrebbe potuto arrivare a colpirlo in volto. Per fortuna avevamo testimoni oculari che hanno potuto confermare come si sono svolti i fatti. Questa condanna è importante anche in un periodo in cui assistiamo alla violenza contro le donne che arriva fino al femminicidio».
Al di là della condanna dell’uomo, la vittima ora vuole andare fino in fondo: «Ora agiremo per calunnia nei confronti dell’aggressore, per aver denunciato un fatto rivelatosi falso».
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