Cambiamento climatico, via libera alla legge in Lombardia. Critiche dal Patto Civico, Volt e Possibile
Critiche al provvedimento approvato dal Consiglio regionale: per Palestra, Amoruso e Girardi non ci sono fondi né obiettivi vincolanti, solo dichiarazioni generiche
La Lombardia ha approvato ieri in Consiglio regionale la prima legge sul clima della sua storia, e anche la prima di questo tipo in Italia. Un passo importante sul piano normativo, che riconosce finalmente «la rilevanza dei cambiamenti climatici sugli ecosistemi e sulla vita dell’uomo», come recita l’articolo 1 del testo. Ma il provvedimento, accolto con favore dalla maggioranza di centrodestra che guida la Regione, è stato duramente criticato dalle opposizioni.
Il testo nasce da un lungo lavoro in commissione
Il progetto di legge è stato inizialmente proposto dalla Giunta regionale e poi approfondito in Commissione Ambiente attraverso un ciclo di audizioni che ha coinvolto associazioni ambientaliste, rappresentanti del mondo produttivo e del terzo settore. Il testo contiene principi e linee guida per la lotta al cambiamento climatico, tra cui l’adattamento degli ecosistemi, la promozione di energia pulita e l’attivazione di patti territoriali.
Le critiche: “Manca visione, risorse e coraggio”
«Quella approvata ieri rischia di essere solo una legge di facciata, piena di buoni principi ma senza visione concreta – ha dichiarato Michela Palestra, capogruppo del Patto Civico in Regione Lombardia – Non basta dichiarare la volontà di attivare politiche e misure regionali se poi non si stanziano investimenti. Manca il supporto ai Comuni, gli investimenti previsti sono ridicoli, si punta sul nucleare senza basi scientifiche e non si fissano obiettivi chiari per la riduzione delle emissioni».
Anche Valter Andreazza, segretario del Movimento Patto Civico, ha criticato duramente la legge: «Ancora una volta Regione Lombardia dimostra tutta la sua incapacità a riconoscere davvero le cause dei cambiamenti climatici. Evidentemente c’è un coraggio che manca, alla faccia della dichiarata volontà di tutelare le future generazioni».
Volt: “Un guscio vuoto, senza obblighi né fondi”
Sulla stessa linea anche Federico Amoruso, coordinatore regionale di Volt: «La legge per il clima è un guscio vuoto: senza fondi, senza obblighi, senza visione. Un piano che rinvia tutto a future linee guida e a un comitato solo consultivo. In Lombardia, la regione più inquinata d’Europa, si parla di cattura del carbonio ma si dimentica la natura: alberi, suolo, biodiversità. Servono obiettivi vincolanti, risorse certe e un vero coinvolgimento della società civile».
Possibile: “Mancano scelte coraggiose”
Walter Girardi, coordinatore regionale di Possibile, punta il dito contro le contraddizioni della giunta regionale: «La lotta al cambiamento climatico ha bisogno di azioni e di fatti concreti e non di bla, bla, bla. Quale credibilità può avere Regione Lombardia su questo tema, se la presidente di Arpa – negazionista climatica per sua stessa ammissione – è ancora al suo posto? Le politiche degli ultimi anni sono andate nella direzione opposta: aumento del consumo di suolo, infrastrutture inutili, cementificazione selvaggia e scarsa tutela della biodiversità».
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