Cartiere, fornaci e fortificazioni, nulla sfugge al popolo del rave
Da tempo la provincia di Varese è diventata tappa obbligata per il popolo della notte, amante del clandestino e del proibito
C’è la tranquillità del lago, il silenzio dei boschi, ma anche la possibilità di occupare anche per una sola notte un vecchio impianto in disuso. La provincia di Varese, benchè una delle più densamente popolate d’Italia, non sfugge agli amanti dei rave party, incontri che partono con musica a tutto volume, dove spesso circola droga e gente di tutte le latitudini. Una tribù che balla, soprattutto quando cala il sole. Solo qualche merse fa, nell’aprile scorso, centinaia e centinaia di giovani si diedero appuntamento a Cairate, anche in questo caso all’interno di un’area dismesa. Secondo la Provincia di Varese, che a suo tempo intervenne sulla questione, le aree in questione sarebbero 109 in tutta la provincia.
Gli organizzatori delle feste hanno in passato puntato su vecchie cartiere o fornaci in riva al lago (di cui ha parlato nel suo libro addirittura il Nobel Dario Fo). Perfino la vecchia Linea Cadorna non sembra essere passata inosservata per gli amanti delle feste "private" e soprattutto clandestine.
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