Vespe e calabroni: vietato il fai-da-te

Enrico Soragni della ditta Ecologia & Ambiente spiega perché quando si trova un nido di questi pericolosi insetti è meglio chiamare un esperto

Tra i tanti insetti la cui presenza diviene particolarmente fastidiosa nel periodo estivo, occorre fare molta attenzione a vespe e calabroni.

Si tratta di insetti dell’ordine degli Imenotteri, caratterizzati da una spiccata aggressività mirata alla difesa del nido e dotati di un robusto pungiglione con ghiandole velenifere che possono portare a punture multiple e assai dolorose. A differenza delle api (insetti più pacifici, che hanno un pungiglione seghettato che una volta entrato nella pelle non può più essere estratto dall’insetto il quale, proprio per questo, dopo la puntura muore), vespe e calabroni hanno pungiglioni lisci e, grazie a questa caratteristica, possono pungere più volte, aumentando il rischio di shock anafilattico nella vittima.

«Proprio per queste caratteristiche e per la tendenza a costruire il nido sotto i cornicioni, nei solai e nei camini, vespe e calabroni possono costituire un serio pericolo per l’uomo – spiega Enrico Soragni, direttore tecnico della ditta Ecologia&Ambiente di Varese, si occupa da oltre vent’anni di disinfestazioni – E’ proprio per il rischio di venire punti da questi insetti e di andare incontro al pericolo di uno shock da veleno, che va assolutamente evitato il fai-da-te: solo conoscendo le procedure ed utilizzando i prodotti giusti e le adeguate protezioni si può rimuovere e distruggere il nido senza pericolo».

Dunque, nel caso si trovasse in casa o in giardino un nido di vespe o calabroni, la cosa migliore è allontanarsi subito, evitare di disturbare in qualsiasi modo gli insetti e chiamare una ditta specializzata: «In questi casi occorre intervenire con rapidità – prosegue Soragni – I nostri tecnici arrivano sul posto e spruzzando particolari sostanze provocano negli insetti un intontimento che permette di rimuovere il nido e distruggerlo prima che possano riprendersi».

Ecologia & Ambiente, nelle scorse settimane, si è occupata, proprio nella nostra zona, di un’altra infestazione non infrequente ma meno nota: quella delle processionarie, i bruchi delle farfalle Thaumetopea pytocampa, che prediligono pini e, più raramente, querce.

«Le processionarie sono i bruchi delle farfalle Thaumatopea – spiega Soragni – che devono questo nome alla caratteristica abitudine di muoversi in fila indiana quando scendono dalle piante per andare ad interrarsi nel luogo scelto per completare la metamorfosi fino allo sfarfallamento. Tutti conoscono il pericolo che questi insetti rappresentano per le piante che infestano, di cui causano frequentemente la morte, ma non tutti sanno che in quasi tutte le fasi della loro vita le processionarie sono fortemente irritanti: il contatto con i peli urticanti, con i nidi e con le larve stesse può provocare reazioni epidermiche e allergiche tra i quali asma e congiuntivite. Le più frequenti sono dermatiti (orticaria papulosa) e orticarie caratterizzate da chiazze vescicolo-bollose, ma si possono avere anche infiammazioni delle mucose della bocca e degli occhi. Anche i caratteristici bozzoli che costituiscono il nido delle processionarie sono pericolosi, perché vi abbondano i peli urticanti che possono facilmente essere dispersi dalla pioggia o dal vento».

Anche in questo caso non bisogna prescindere dall’intervento di personale specializzato che, rispettando i protocolli fissati per la disinfestazione, potrà intervenire nelle diverse fasi di vita degli insetti, scongiurando l’infestazione. «In caso di presenza di processionarie si può intervenire in diverse fasi – conclude il direttore di Ecologia e Ambiente – Raccomandiamo in particolare di osservare le piante del giardino nel periodo tardo autunnale, quando è facile individuare sulla chioma degli alberi i bozzoli formati da una finissima ragnatela che sono nidi formati dalle larve. Rimuovendo e distruggendo i nidi in questa fase si può contenere efficacemente il pericolo di un’infestazione”.

Per ulteriori informazioni:
Ecologia&Ambiente – via Monte Santo, 25 – Varese

tel. 0332 831416
http://www.ecologia-ambiente.it/

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Pubblicato il 01 Agosto 2007
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