Sport e Parco Alto Milanese, tanto fumo e poco arrosto

Si avvia la discussione: fra le proposte un centro atletico indoor all'ex Mostra del Tessile, ma occorrerà chiarirsi le idee e compiere delle scelte precise. Torna alla carica il Pitch&Putt

L’incontro di ieri sera ai Molini Marzoli sul connubio sport-Parco Alto Milanese ha chiamato a raccolta i rappresentanti delle società sportive bustocche. Un’occasione per discutere e farsi un’idea sul possibile futuro del parco e delle attività corelate. Perché, nelle parole del presidente Luca Rossi, il parco, essendo al centro di tre città – Legnano-Busto Arsizio, Castellanza – deve essere vissuto quotidianamente. Questo anche – è stato sottolineato – per porre fine al degrado e alle frequentazioni sgradite: al problema della prostituzione si è aggiunto il recente andirivieni dei nomadi espulsi da Legnano. Il tutto a fronte di un parco che nel fine settimana è letteralmente invaso di gitanti, fino ad accogliere circa 2000 persone, con problemi di ordine anche igienico-sanitario che si dovranno quanto prima affrontare con opportuni interventi (nuovi servizi).

Accanto a Rossi, nell’incontro moderato da Marco Linari della Prealpina, c’erano il presidente provinciale e vicepresidente regionale regionale del Coni Fausto Origlio, l’assessore comunale allo sport e grandi eventi Ivo Azzimonti e la campionessa italiana ed europea di salto con l’asta, la varesina Arianna Farfalletti, giunta in sostituzione di Gianni Carabelli e Ivano Brugnetti, che, annunciati, hanno dovuto dare forfait. Farfalletti ha messo in chiaro le proprie gravi difficoltà ad allenarsi decentemente – in particolare d’inverno le risulta quasi impossibile per mancanza di impianti indoor. E qui si parla di adattare l’ex Mostra del Tessile, subito fuori dal confine del Parco Alto Milanese, proprio a palazzetto per atletica indoor, anche se i cinque milioni di euro richiesti per i lavori spaventano un po’ le amministrazioni coinvolte. «Qualsiasi struttura sarà un bene comune» metteva le mani avanti Origlio. «Nessuno può dire: questo è mio perchè l’ho deciso io; impianti di questo tipo servono solo se pensati per un contesto ampio. Al contrario gli alberghi di Varese, "pensati in grande", devono anche essere visti in funzione del dopoevento e calarsi nelle necessità concrete del territorio». Per l’esponente del Coni, prima di costruire qualsiasi struttura sportiva di un certo livello servono cinque pilastri di base: qualità della vita, tutela della salute, protezione dell’ambiente, indotto turistico e posti di lavoro.

Per quanto riguarda il Parco Alto Milanese, con i suoi terreni vincolati, al momento si ventila la possibilità di adattare l’unico campo da calcio esistente per gli allenamenti di Pro Patria, Legnano e Castellanzese. Le società calcistiche minori, affamate di terreni di gioco non sovraffollati o al limite della praticabilità, chiedono interventi, ma alcune tra esse riconoscono che i campi devono essere creati al di fuori del parco, nelle periferie cittadine – ovvero là dove servono. Negli interventi degli esponenti delle società sportive sono state messe in luce difficoltà di relazione con i circa 50 diversi proprietari terrieri del parco, i limiti del volontariato sportivo di fronte ai vandalismi verificatisi, ma anche la necessità di campi da gioco per l’utenza comune e non solo per le società stesse. Carlo Farioli, presidente della federazione nazionale Pitch&Putt (che ha sede a Busto) ha riproposto il progetto già stoppato tre anni fa per far utilizzare parte del parco per questo tipo di golf in formato ridotto, oltre che per petanque, croquet, tiro con l’arco e via dicendo, ricevendo l’approvazione di alcune società ma anche qualche contestazione da esponenti dei Verdi. Morale, «qui tante parole, ma pochi fatti» sentenziava Romano Pinciroli, presidente delle Pro Patria Atletica e "papà" della discussa pista di atletica di Sacconago, in cui è riuscito a far svolgere importanti eventi nazionali. Per Pinciroli deve essere la politica a muoversi, tanto più che il colore politico degli assessori allo sport in provincia e regione è lo stesso del presidente del Parco Alto Milanese. Senza pretendere per forza che l’ex Mostra del tessile diventi un centro per l’atletica indoor, questo tipo di struttura serve: l’unica d’Italia che funziona continuativamente è ad Ancona. E senza impianti, anche una Farfalletti non può volare.

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Pubblicato il 17 Luglio 2007
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