Addio a Ferrè, “architetto del nuovo”
Una folla oceanica ha dato l’ultimo saluto allo stilista. Omelia colta e ricordo da parte dei dipendenti. «Il suo insegnamento: credere in quel che si fa»
Valentino, Versace, Missoni, Armani. E ancora Fiorucci, Afef, Anna Galiena, Jo Squillo. Nomi noti della moda, vip dello spettacolo, ma anche tanti legnanesi, gente comune, come i diversi dipendenti della maison di moda che hanno riempito la Basilica di San Magno per l’ultimo addio a Gianfranco Ferrè.
Il grande stilista scomparso domenica a seguito di un’emorragia cerebrale era conosciutissimo a Legnano, città che oltre ad avergli dato i natali non ha mai abbandonato, sia dal punto di vista professionale sia da quello affettivo.
Piazza e chiesa strapiene, tanti applausi, tanta commozione e ricordi per un nome amato e rispettato a Legnano e nel mondo, come hanno ricordato i messaggi lasciati dai suoi collaboratori, cui lui dava affettuosamente del “tu”, ricevendo in cambio la deferenza e il rispetto del “lei”. E l’ultimo “Lei” Ferè l’ha ricevuto proprio nei messaggi letti in chiesa. «Dietro la scorza ruvida, lei “sapeva regalare” – ha scritto uno dei dipendenti. Lei voleva bene ai suoi “ragazzi”. Molti di noi, ragazzi non lo sono più, ma tanti sono qui, a prova della fedeltà come valore, uno dei suoi grandi insegnamenti. Come il “credere in quello che si fa”». I tanti ricordi sono emersi nelle parole di commiato che hanno raccontato un pezzo del suo lavoro: «sfuriate tremende che subito passavano, battute folgoranti, soprannomi che poi ci restavano».
Un affresco disegnato con passione è stato quello scaturito infine dalle parole dal Parroco di Santi Martiri, monsignor Piergiorgio Colombo. Omelia colta, che non ha lesinato passi riferiti a Leonardo e Michelangelo, “maestri delle forme”. O di quel “Dio anche signore della bellezza” di Sant’Agostino, proseguendo con citazioni di Manzoni e Dovstojesky, e continuando a parlare della Bibbia che racconta del primo “stilista” della storia, Dio in persona, quando, dopo il peccato originale diede ad Adamo ed Eva le tuniche per coprirsi. “Nella sua originalità di uomo Gianfranco ha lasciato trasparire una scintilla della creatività divina – ha concluso il sacerdote. Nella sua vita ha ornato il capolavoro del corpo umano con le sue creazioni fantasiose, promuovendo lavoro e benessere. Un vero architetto del nuovo”.
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