In rivolta la Chinatown milanese
La "battaglia" tra 300 immigrati cinesi e i vigili urbani milanesi è durata tutta la mattina del 12 aprile, ma non ci sono feriti seri
Sono proseguiti per tutta la mattina del 12 aprile i tafferugli nella chinatown milanese, i dintorni di via Paolo Sarpi. Quella che è diventata una vera e propria guerriglia urbana, con tanto di sassaiole e sventolìo di bandiere cinesi tra i residenti asserragliati, è nata da un controllo – e dalla relativa multa comminata – nei confronti di una donna cinese da parte della polizia e’ esplosa una protesta che sta coinvolgendo almeno duecento immigrati cinesi.
Per sedare la “rivolta” si sono recate sul posto numerose pattuglie di polizia, carabinieri e vigili urbani. La spiegazione delle cause che hanno scatenato la rivolta sono ancora confuse: secondo alcuni dei testimoni è stata picchiata una mamma che aveva in braccio dei bambini piccoli, secondo altri è tutto nato da una multa reiterata. Secondo il console cinese però già da diverso tempo c’era esasperazione tra i cittadini cinesi, che si sentivano sotto pressione per le continue multe e i divieti sempre crescenti che hanno colpito la zona.
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