Raccontateci le vostre storie
Belle o brutte, ma è importante conoscere quanto siano diffusi alcuni fenomeni
Troppo spesso la paura blocca le denunce o peggio ancora il sensazionalismo amplifica fatti senza avviare riflessioni.
Il malessere che viviamo in questi periodi per fortuna non rimane affare privato, ma bisogna prestare davvero attenzione a non scatenate mostri dove non ce ne sono e al tempo stesso non sottovalutare fenomeni che conquistano sempre più spesso le prime pagine dei giornali per la loro violenza.
Vi chiediamo così di raccontare anche voi le storie di cui siete protagonisti in qualche modo.
Storie brutte, tipo quelle che hanno visto denunciati sette ragazzini, ma non solo quelle. Raccontate anche quelle positive, belle.
Inviate un’email alla redazione. Ci servono i vostri dati, ma se non volete renderli pubblici tuteleremo la vostra scelta
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Non meravigliamoci di questo degrado. Le scuole non hanno più il compito di educare ma solo quello di parcheggiare gente che aspetta il 27 del mese e alla quale non appartiene più alcuna etica professionale.
E alle famiglie molte volte questo va benissimo. E’ in fondo quello che desiderano…e quando poi i figli tornano da scuola li affidano alla TV ed alle evoluzioni educative del popolo del grande fratello.
E’ necessario a questo punto smetterla di lamentarsi…noi tutti abbiamo accettato questo cambiamento della società che parte dai bambini, dalle scuole e dalle famiglie.
Ormai non c’è limite al peggio…tutti noi assisteremo ad un matematico ed esponenziale peggioramento del quadro.
Forse solo pochi ormai non si sono ancora abituati a tutto questo, ma presto probabilmente lo faranno…la maggioranza dei genitori di bambini artefici di violenze, soprusi, episodi di bullismo, oltraggio ad insegnanti e quant’altro sghignazza di fronte a queste cose ed anzi si vanta di avere figli così "forti".
E nelle scuole a farsi calpestare ed a rovinare i nostri figli ci vanno coloro che non sanno che altro fare nella vita se non aspettare il 27 del mese.
Non c’è più niente da fare!
Lettera firmata
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