Varese prima in Italia per crescita del PIL: secondo la CGIA-Mestre sarà +1% nel 2026
La provincia lombarda si piazzerebbe in testa tra le 107 monitorate, superando anche i centri più forti dell’Emilia-Romagna come Bologna e Reggio Emilia
Varese si conferma protagonista sul fronte economico: nel 2026 sarà la provincia con la maggiore crescita del PIL in Italia, con un incremento dell’1% su base annua, secondo le previsioni dell’Ufficio Studi CGIA di Mestre elaborate con dati Prometeia. Un risultato che la pone al primo posto tra le 107 province italiane monitorate (Foto: M.D.).
Varese prima in Italia per dinamismo economico
La leadership economica del Varesotto sarebbe il risultato di un mix virtuoso secondo l’ufficio studi: una forte vocazione all’export, manifattura specializzata, un tessuto imprenditoriale flessibile e ben collegato con l’area metropolitana di Milano e la Svizzera. Elementi che, secondo l’analisi, rendono il territorio particolarmente reattivo nel cogliere le opportunità della ripresa economica nazionale e internazionale.
Tra le province con la crescita più vicina a quella di Varese figurano Bologna (+0,92%), Reggio Emilia (+0,91%) e Biella (+0,90%).
Il contesto regionale e nazionale
Anche la Lombardia, nel complesso, si posiziona tra le prime regioni italiane per crescita economica prevista nel 2026, con un +0,73%. A livello nazionale, il PIL italiano supererà i 2.300 miliardi di euro, ma con una crescita reale contenuta allo 0,7%, segno di una ripresa ancora fragile e disomogenea.
In un quadro in cui il Mezzogiorno fatica ancora a crescere (Calabria fanalino di coda con +0,24%), il Nord conferma il suo peso economico, con sei province della via Emilia nelle prime 15 posizioni e un ruolo sempre più strategico per aree produttive come quella varesina.
Il commento di Galimberti
“Una stima che evidenzia come Varese abbia tutta la capacità di fare da traino in termini di sviluppo economico grazie a un’interazione di fattori – sottolinea il sindaco di Varese Davide Galimberti – a partire dalla posizione geografica strategica tra la Svizzera e l’area metropolitana di Milano, dalla vitalità di una fitta rete di piccole e medie imprese diversificate e innovative, a un mercato del lavoro con professionalità qualificate. In un contesto di enormi sfide internazionali, crisi e conflitti, il nostro territorio ha la capacità di rispondere in modo positivo in ragione di un sistema produttivo fatto di imprese e di capacità professionali in grado di garantire la tenuta socio-economica. Un dato in cui ha un ruolo determinante inoltre la presenza di infrastrutture, servizi eccellenti e di un insieme di investimenti che, anche grazie alle risorse del Pnrr, in questi anni ha contribuito a stimolare uno sviluppo economico e sociale del territorio. Una previsione di crescita dunque estremamente positiva che deve accompagnare un maggior senso di fiducia verso le grandi potenzialità della nostra città e dell’intero territorio provinciale, abbandonando ogni forma di vittimismo che troppo spesso fa leva su una narrazione negativa che vuole comprimere invece di spronare”.
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