Un nave da crociera la causa del grande blackout europeo
Dei problemi organizzativi nella gestione del varo, hanno interrotto il flusso di energia elettrica in diverse aree di Germania, Belgio, Francia e Italia
Sabato sera, lo scorso 4 novembre, intorno alle 22, una vasta area del nostro vecchio continente è stata interessata da un’interruzione del flusso di energia elettrica. Il blackout ha avuto origine in Germania e, a causa dei sistemi di protezione che bloccano alcuni canali per evitare un collasso completo delle reti europee, si è diffuso a macchia di leopardo in altri paesi, compresi Francia, Belgio e Italia.
Secondo le prime indagini, a causare questo grave disservizio sarebbe stato il varo della grande nave da crociera “Norvegian Pearl”. La grande imbarcazione, lunga 294m e larga 3m, avrebbe dovuto abbandonare i cantieri Meyer di Papenburg, dove è stata costruita, per raggiungere l’Olanda. Proprio questa richiesta maggiore di energia ha convinto la società elettrica a tutelare la rete scollegando l’area del cantiere dai nodi principali, ma questo distaccamento, a causa di errori organizzativi da confermare, avrebbe causato il blackout.
In Germania il blackout è durato 30 minuti circa, senza provocare danni gravi. Nessun danno nemmeno nel paese che ha vissuto i disagi più grandi, cioè la Francia, dove è rimasto al buio il 10% della popolazione, compresi alcuni quartieri parigini.
Qui in Italia il buio è durato 20 minuti circa, riguardando solo una fascia ristretta della popolazione. A Torino 100mila persone sono rimaste senza corrente, in Liguria è rimasta al buio per pochi minuti la riviera di Levante. Disagi anche in Puglia, nell’area del Salento. I comuni che hanno sofferto maggiormente la mancanza di energia sono Lecce, Maglie, Corigliano, Trifase, Andranno, Alezio e Gallipoli. Ma anche qui nessun danno grave.
Intanto il mondo politico si interroga su questa debacle del sistema energetico europeo, chiedendosi se non sia possibile gestire in modo più centralizzato, e coerente, le risorse comunitarie. «La prima riflessione è la contraddizione tra avere le connessioni europee e non avere una autorità unica europea» ha detto Prodi. I danni, se il blocco energetico fosse avvenuto in una giornata lavorativa come quella di oggi, sarebbero stati di gran lunga superiori, provocando un effetto domino in tutta Europa. Sembra quindi evidente che una politica energetica più completa debba essere la priorità per ogni futura politica unitaria.
Nel frattempo questa sera E.on riproverà a scollegare la rete elettrica nell’area geografica in cui sarà varata la nave, sperando che questa volta tutto vada per il meglio.
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