«L’amministrazione comunale difenda i cittadini, non le imprese»
Danni alle case, il Comitato degli abitanti di via Pessina, via Bucaneve e via Delle Ortensie ha presentato una petizione in Comune
Tornano a farsi sentire con una petizione gli abitanti di Viggiù. Dopo la vicenda dell’Albergo Viggiù, edificio situato in centro paese, «che l’amministrazione comunale – spiegano i membri del Comitato degli abitanti di via Pessina, via Bucaneve e via Delle Ortensie -, senza interpellare i cittadini, stava per stravolgere con sostanziali modifiche strutturali e l’abbattimento del parco secolare, oggi ad essere minacciata è una delle più belle aree residenziali della "perla del Varesotto"».
Ora, al centro dell’attenzione, sono infatti le abitazioni della zona di via Pessina (da qui il nome del comitato). I cittadini di Viggiù affermano che queste case «hanno subito numerosi danni in seguito al passaggio di mezzi pesanti che riforniscono quotidianamente un cantiere edile. In un anno e sei mesi di colloqui bilaterali con l’amministrazione comunale, di perizie geologiche a carico dei privati e di richieste di imposizione di un limite di carico adeguato, il Comune ha riconosciuto ufficialmente le cause dei danni, ma tuttora sembra non volere trovare una soluzione ai problemi. La conseguenza più evidente dell’imposizione del limite di carico sarebbe l’aumento dei costi di trasporto per le ditte costruttrici. L’amministrazione comunale sembra più propensa a difendere gli interessi di tali imprese anziché quelli di numerosi cittadini».
Proprio quindi sull’esperienza di quanto successo per l’Albergo Viggiù, gli abitanti della zona hanno deciso di presentare una nuova petizione per trovare finalmente una «soluzione ai problemi, ma anche una risposta ufficiale agli interrogativi che la mancanza di trasparenza da parte del Comune ha fatto sorgere nei cittadini».
Nella petizione, presentata in Comune sabato 4 novembre, il comitato chiede quindi all’amministrazione comunale «una risposta chiara e ufficiale sul perché non sono stati fatti dei controlli preventivi della stabilità, perché ha aspettato ulteriori danni per imporre un limite di carico, perché questo limite di carico è stato rimosso dopo solo 14 giorni, e soprattutto perché non ha ancora risposto alla nostra richiesta di una lettera ufficiale di risarcimento».
Oltre a queste domande – riservandosi anche, «in caso di non risposta, il diritto di passare per vie legali» – il comitato chiede il risarcimento tempestivo dei danni causati, l’immediata sospensione del passaggio di mezzi pesanti e l’imposizione permanente di un limite di carico nelle strade.
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