La Svizzera finanzia l’Arcisate-Stabio
Colpo a sorpresa del governo svizzero che ha finanziato 40 dei 90 milioni di euro necessari alla costruzione del tratto svizzero della linea ferroviaria che collegherà Lugano, Varese e Malpensa
Dopo mesi di silenzio, a quanto pare non trascorso inutilmente, si torna a parlare della futura linea ferroviaria Arcisate-Stabio, una manciata di chilometri di binari che serviranno ad unire Lugano con Varese e Malpensa. L’annuncio dell’assessore provinciale al territorio Giorgio De Wolf fa ben sperare:«La camera bassa del parlamento svizzero ha stanziato 40 dei 90 milioni che servono alla realizzazione del tratto svizzero della linea ferroviaria». Non si tratta di soldi per la progettazione, ci tiene a spiegare De Wolf, ma denaro per la costruzione delle infrastrutture. Questi soldi sono una minima parte dei 14 miliardi di euro stanziati dal governo per decongestionare le aree urbane critiche della Svizzera.
«E’ davvero una buona notizia» Spiega De Wolf che questa mattina, giovedì 29 settembre, ha parlato al telefono con Marco Borradori, capo del Dipartimento del Territorio del Canton Ticino. «Ho confermato a Borradori l’impegno mio e della Provincia perché ora si mantengano gli impegni assunti da parte italiana. – ha detto ancora De Wolf – Non ho nessun dubbio sulla risposta che daranno Formigoni e il suo assessore alle infrastrutture, Raffaele Cattaneo». L’Italia ora dovrà stanziare i 203 milioni di euro necessari alla costruzione del tratto italiano tra Gaggiolo, Arcisate e Induno Olona. Ma De Wolf rivolge il suo appello ai parlamentari del centro-sinistra perchè «dimostrino quanto detto in vari appelli sulla necessità di finanziare le opere per la mobilità di una delle aree più industrializzate del paese».
La questione dell’Arcisate-Stabio dovrà necessariamente giungere alla stretta finale e Fs dovrà confermare l’impegno preso con la fattibilità ottenuta dal Cipe più di due anni fa. «Non ci sono ancora giunte le conferme che cerchiamo da parte di Fs – conclude De Wolf – dopo 25 anni di attesa per un’opera strategica non ci sono più scuse».
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