L’Ungheria al voto, Alessandro Alfieri nella missione Osce: “Le elezioni più importanti dell’anno”
La sfida tra il sovranista Orban e il candidato delle opposizioni Magyar. Il parlamentare varesino nella missione di osservatori
Da oggi a lunedì il parlamentare varesino Alessandro Alfieri sarà a Budapest come membro della missione dell’Osce incaricata di monitorare le elezioni in Ungheria. Un appuntamento che lo stesso Alfieri definisce «forse il più importante dell’anno», non solo per il contesto nazionale, ma per le implicazioni che il voto avrà sugli equilibri europei e internazionali.
La missione dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa prevede una serie di attività articolate: incontri preparatori con i responsabili delle campagne elettorali, confronti con i principali media e con rappresentanti delle istituzioni, fino al monitoraggio diretto delle operazioni di voto nei seggi nella giornata di domenica. Tra i compiti degli osservatori, la verifica della corretta applicazione della legge elettorale, il controllo delle attività di campagna – comprese quelle online e sui social – il contrasto alla disinformazione e alle eventuali interferenze straniere, oltre all’analisi del finanziamento delle campagne e della copertura mediatica.
In Ungheria sono chiamati alle urne oltre 8 milioni di cittadini per eleggere i 199 membri dell’Assemblea nazionale, numero ridotto dopo la riforma costituzionale che ha dimezzato i seggi: 106 eletti in collegi uninominali e 93 con sistema proporzionale.
«Nella mia funzione fino a lunedì non potrò esprimere valutazioni di parte», precisa Alfieri, sottolineando tuttavia il peso politico della consultazione: Viktor Orbán governa da 16 anni e rappresenta il punto di riferimento del modello di “democrazia illiberale” in Europa.
La sfida del 2026: Orbán contro Magyar, tra continuità e cambiamento
Il voto del 2026 si configura come uno spartiacque per l’Ungheria e per l’intero continente. Da una parte Viktor Orbán, leader di Fidesz, al potere ininterrottamente dal 2010 e protagonista di una trasformazione profonda del sistema politico ungherese; dall’altra Péter Magyar, figura emergente e leader del partito Tisza, che incarna una proposta alternativa fondata su europeismo, legalità e rinnovamento.
Orbán ha costruito negli anni un sistema politico fortemente centralizzato, ridefinendo i rapporti tra istituzioni, magistratura e media. Il suo modello, definito “democrazia illiberale”, si fonda su un’idea di sovranità nazionale che limita il ruolo delle istituzioni europee e valorizza un approccio conservatore sui temi identitari. Sul piano internazionale, il premier ungherese ha mantenuto una posizione ambivalente, cercando un equilibrio tra l’alleanza con gli Stati Uniti – in particolare con l’area trumpiana – e i rapporti con la Russia, soprattutto sul piano energetico.
In questa campagna elettorale, Fidesz ha puntato molto sul tema della sicurezza e della guerra, utilizzando una comunicazione fortemente polarizzante, con frequenti riferimenti alla guerra in Ucraina: manifesti diffusi in tutto il Paese raffigurano il presidente ucraino Zelensky insieme a Magyar con la scritta “Veszélyesek” (“Sono pericolosi”).

Lo sfidane di Orban è Péter Magyar, 45 anni, avvocato ed ex esponente dello stesso sistema di potere di Orbán. La sua rottura con Fidesz, avvenuta circa tre anni fa, è maturata su questioni legate alla giustizia e alla gestione del potere.
Da allora Magyar ha costruito una proposta politica che punta sulla lotta alla corruzione, sul ripristino dello stato di diritto e su un riavvicinamento all’Unione europea. Il partito Tisza, nato nel 2020, ha conosciuto una crescita rapida, soprattutto dopo le elezioni europee, diventando il principale punto di riferimento dell’opposizione, che si sono aggregate in una coalizione che mette da parte le differenze e punta invece alla sfida frontale contro Orban.
Una sfida a due e una grande polarizzazione
La competizione del 2026 è resa infatti ancora più significativa dalla scelta di alcune forze di opposizione di non presentarsi, per concentrare il consenso proprio su Tisza e aumentare le possibilità di alternanza. I sondaggi indicano Magyar in vantaggio (con Budapest “roccaforte”), ma il radicamento di Orbán resta molto forte, soprattutto nelle aree rurali, dove il controllo del consenso e l’efficacia della comunicazione governativa continuano a incidere in modo determinante.
In gioco non c’è solo il futuro politico dell’Ungheria, ma anche l’evoluzione dei rapporti tra Bruxelles e i Paesi membri, il ruolo delle forze sovraniste e il posizionamento dell’Europa nello scenario globale.
La conferma di Orbán consoliderebbe il fronte nazional-conservatore, mentre una sua sconfitta segnerebbe una possibile inversione di tendenza nel cuore dell’Europa Centrale.

Cinque i partiti in corsa, insieme a dodici liste rappresentative delle minoranze nazionali. Fidesz, un tempo parte del Partito popolare europeo e oggi tra i fondatori del gruppo dei Patrioti europei – dove siede anche la Lega – si presenta come forza nazional-conservatrice e critica verso l’Unione. Tisza si propone invece come partito centrista e liberale, orientato verso un rafforzamento del legame europeo.
Il verdetto delle urne sarà osservato con attenzione ben oltre i confini ungheresi. Anche per questo, la presenza degli osservatori internazionali dell’Osce assume un valore cruciale nel garantire trasparenza e correttezza del processo elettorale.
TAG ARTICOLO
La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
Ultimi commenti
Felice su Perde il controllo dell'auto e finisce contro il guardrail sulla Statale 394 a Brenta
SimoneSegafredo su Celeste Taiano è il nuovo presidente del Consorzio Turistico della Provincia di Varese
axelzzz85 su Inps e Finanza incrociano i dati: oltre 3.300 persone hanno percepito il Reddito senza averne diritto
lenny54 su Inps e Finanza incrociano i dati: oltre 3.300 persone hanno percepito il Reddito senza averne diritto
principe.rosso su Inps e Finanza incrociano i dati: oltre 3.300 persone hanno percepito il Reddito senza averne diritto
Felice su Inps e Finanza incrociano i dati: oltre 3.300 persone hanno percepito il Reddito senza averne diritto










Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.