Vent’anni fa il mondo conosceva Chernobyl
Il prossimo 26 aprile ricorre il ventesimo anniversario del disastro nucleare. Un presidio di Legambiente e di altre associazioni ricorderà il tragico evento
Il 26 aprile 1986 il mondo conosceva il disastro nucleare.
La centrale di Chernobyl all’una di notte, 23 minuti e 58 secondi fu dilaniata da una serie di esplosioni che distrussero il reattore e il fabbricato della quarta unità provocando un disastro ecologico le cui conseguenze continuano a manifestarsi anche oggi, soprattutto tra le persone che abitavano nelle zone limitrofe.
Le autorità sovietiche all’inizio sottovalutarono la portata dell’evento e attesero alcuni giorni prima di evacuare la città di Pripjat e successivamente tutta l’area intorno alla centrale per un raggio di 30 Km.
La nube radioattiva, però, non si limitò al territorio circostante ma si estese in primo luogo la Bielorussia e poi la Scandinavia, e via via tutti i Paesi dell’Europa, Italia compresa. Per alcuni mesi fu proibito bere il latte e mangiare l’insalata.
In Bielorussia intere zone furono evacuate, dichiarate invivibili per alcuni secoli. Non tutti sono riusciti a scappare da questa terra maledetta. Nella zona colpita dalla radioattività oggi vivono 2.500.000 abitanti di cui 700.000 bambini, costretti a convivere con la radioattività, cibandosi di prodotti altamente inquinati che fanno diminuire drammaticamente tutte le difese immunitarie.
Anche in provincia di Varese sono tanti i giovani bielorussi che trascorrono un mese, ospitatti da famiglie aderenti a diverse associazioni. Un mese di vacanza lontano dall’inquinamento per ritemprare il proprio organismo: un’esperienza terapeutica che da quel fatidico anno si rinnova.
Per ricordare il tragico evento, Legambiente sta organizzando un presidio in piazza Repubblica il 26 aprile, una manifestazione in segno di solidarietà alle vittime della catastrofe nucleare di Cernobyl, ma anche per i tanti giovani arrestati nei giorni scorsi dal neo eletto presidente Lukashenko.
L’associazione ambientalista si rivolge anche a tutte le comunità che invitano i bambini durante i mesi estivi.
L’iniziativa riguarda inoltre scuole e biblioteche a cui Legambiente segnala una serie di libri che trattano il dramma avvenuto 20’anni fa.
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