Sindacati Comune: “Genova, si é voluto seminare il terrore”
Cgil e Glai Cobas del Comune di Gallarate sul G8
| Quello che è accaduto a Genova il 20 e 21 luglio è assolutamente inaccettabile. Genova in quei giorni assomigliava molto più ad una blindatissima città sudamericana nel periodo delle dittature militari. Il diritto a manifestare è stato calpesto e ridotto a un feticcio sotto i colpi di centinaia di lacrimogeni, cariche, pestaggi indiscriminati nei confronti delle decine di migliaia di manifestanti (200.000 sabato) arrivati a Genova per protestare contro le scellerate decisioni dei rappresentanti degli otto più potenti paesi del mondo (G8), in materia di diritti, reddito e ambiente. Alle proteste, per la stragrande maggioranza pacifiche (il 99%), si è risposto, con la scusa di reprimere le poche decine di cosiddetti Black block, aggredendo e pestando in maniera indiscriminata tutto ciò che si muoveva. In più occasioni si è sfiorata la tragedia e la gestione della piazza, da parte di PS e CC, più che ad evitare incidenti sembrava improntata ad impedire qualunque manifestazione di dissenso, se non addirittura a ricercare il morto. E’ in questo contesto che è maturato l’omicidio di Carlo Giuliani, un ragazzo di 23 anni, prima colpito con un colpo di pistola alla testa sparato da un carabiniere e poi schiacciato con lo stesso automezzo militare. Alla famiglia del ragazzo ed ai suoi compagni ed amici esprimiamo tutta la nostra solidarietà. E’ evidente che chi ha deciso una simile gestione dell’ordine pubblico, ha pesanti responsabilità nel come si sono sviluppati gli eventi durante le due giornate. Quello che ci chiediamo dopo Genova è quanto invece non sia stato deliberatamente scelto di inviare un messaggio chiarissimo: "In questo paese chiunque si oppone e non accetta le decisioni in silenzio, chiunque si ostina a rivendicare diritti, rischia di essere pestato, incarcerato o addirittura ucciso". Noi che quotidianamente siamo impegnati per tutelare i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici, siamo seriamente preoccupati del clima che si vorrebbe creare ed è per questo che abbiamo scelto di esprimere pubblicamente una posizione su quanto accaduto ! Per questi stessi motivi, visti gli esisti disastrosi di una criminale gestione di piazza, pensiamo che il ministro degli interni ed il capo della polizia, dovrebbero quantomeno avere la compiacenza di dimettersi.
Slai Cobas e Cgil |
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