La discarica svizzera raddoppia. Anzi, triplica
Il sindaco Sinapi: «Non possiamo fare nulla contro questa montagna alta ormai più di 30 metri»
Brutta notizia per gli abitanti di Gaggiolo. La discarica di materiali inerti sorta in territorio svizzero, lungo la linea di confine, non solo non verrà eliminata ma è destinata a raddoppiare e poi ancora a triplicare. La montagna di rifiuti che si trova davanti alle abitazioni nel tratto compreso tra i cippi 117 e 118 continua a crescere e nel corso di un incontro con i sindaci di Cantello, Rodero e Stabio gli esperti ambientali svizzeri hanno annunciato che il progetto di smaltimento dei rifiuti edili prevede altre due fasi, nel lungo periodo. A nulla sono valse quindi le proteste degli abitanti di Gaggiolo che dovranno rassegnarsi a vedere dalle loro finestre questa enorme collina fatta di mattoni, vetri e amianto. “Gli svizzeri ci hanno spiegato che la discarica è a norma – spiega il sindaco, Dario Sinapi -. La legge svizzera è stata rispettata nei dettagli e noi non possiamo fare nulla contro questa montagna alta ormai più di 30 metri. Anche la presenza dell’amianto non è contestabile in quanto secondo la normativa svizzera può essere smaltito in questo tipo di discarica”. I cittadini quindi dovranno sopportare ancora il rumore dato dal via vai di mezzi che portano il materiale così come continueranno a fare i conti con la polvere che si alza ogni volta che i camion transitano. “Gli svizzeri – continua il vicesindaco, Domenico Naticchi – hanno però promesso che una volta terminata la prima fase la zona verrà ripristinata a verde”. Al posto dei rifiuti quindi sorgerà una grande montagna verde. Ma la gente non si dimenticherà cosa nasconde quell’erba. Il prossimo anno inoltre partirà la fase due che prevede l’allargamento della discarica verso Stabio e successivamente ci sarà una terza fase che porterà i rifiuti fino a sotto il colle di San Maffeo. In meno di vent’anni quindi Stabio avrà una discarica di grandi dimensioni. E gli abitanti di Gaggiolo si chiedono stupiti come mai i cittadini svizzeri siano disposti ad accettare la novità senza protestare.
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