Formazione professionale: a rischio 250 posti
La Cgil Lombardia parla di crisi del settore e chiede la convocazione del sindacato confederale e dell’ associazione di rappresentanza degli Enti di formazione
Si aggirano intorno ai 250 (dato provvisorio) gli esuberi che interesseranno il sistema della Formazione Professionale in Regione Lombardia nel prossimo anno formativo. La Cgil Lombardia non esita quindi a parlare di «difficile crisi la cui responsabilità – spiegano Giuffrida (segretario Cgil Lombardia) e Di Lauro(Dipartimento Formazione Ricerca e Scuola) – è della Giunta Formigoni e dell’Assessorato alla Formazione, Istruzione e Lavoro della Regione Lombardia che non hanno saputo programmare interventi per sostenere e sviluppare una formazione professionale che rispondesse alle esigenze produttive dell’economia lombarda».
Il maggiore sindacato lombardo precisa poi che, a fronte di documenti ufficiali (Programma Regionale di Sviluppo e Documenti di Programmazione Economica e Finanziaria Regionale) in cui si definisce la formazione professionale come elemento strategico per far crescere l’economia della nostra regione, per rilanciare lo sviluppo e per migliorare la qualità del lavoro, per il prossimo anno formativo i fondi destinati alla formazione saranno ridotti del 50 per cento: si passa dai 500 milioni annui previsti negli anni scorsi, ai 250 milioni di quest’anno. Emblematico è l’esempio del protocollo d’intesa firmato oggi a Varese fra Provincia, enti che forniscono formazione professionale, aziende ospedaliere, residenze socio assistenziali e collegio IPASVI ( infermieri)che consentirà di avere Ausiliari socio assistenziali (ASA) e Operatori socio-sanitari (OSS) più preparati.
«Ad aggravare la già difficile situazione finanziaria – continuano i due responsabili Cgil – contribuisce il numero eccessivo dei soggetti accreditati, che ha ampliato fortemente la presenza di strutture autorizzate ad accedere ai finanziamenti pubblici, senza rendere peraltro più efficiente il sistema».
Quello che quindi il sindacato denuncia è la «latitanza delle Giunta Formigoni e il pericolo che questa crisi metta in discussione i livelli occupazionali e provochi forte instabilità al sistema. E’ necessaria la convocazione urgente del sindacato confederale e dell’ associazione di rappresentanza degli Enti di formazione, per individuare soluzioni positive e ridare una prospettiva di stabilità ed efficienza al sistema della formazione professionale in Lombardia».
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