Lunardi: “Priorità al trasporto su ferro”
Per il ministro dei trasporti, intervenuto alla cerimonia di inaugurazione del nuovo terminal Hupac di Busto Arsizio-Gallarate, l'intermodalità è il futuro dei trasporti
Si cambia musica nel mondo dei trasporti? Forse sì, questa volta. Se i fatti seguiranno le parole anche l’Italia invertirà finalmente il trend che l’ha vista diventare uno dei Paesi con il più alto tasso di trasporto su gomma, anche a lunga distanza. Pietro Lunardi (a sinistra nella foto), ministro dei trasporti e delle infrastrutture nel governo Berlusconi, ha lanciato oggi, in occasione dell’inaugurazione del grande terminal Hupac di Busto Arsizio-Gallarate, le nuove parole d’ordine per il trasporto merci sono intermodalità e ferro: il regno della gomma, secondo il ministro, si starebbe avviando al tramonto, almeno sulle lunghe percorrenze, complici i crescenti prezzi del petrolio. "Quello energetico è un problema enorme di questi tempi" confessa Lunardi, "occorre investire sul ferro e sulle "autostrade del mare": questa è la via maestra da seguire". In Italia, secondo i dati snocciolati dal ministro, ben il 22% dei costi industriali sono riconducibili alla logistica, contro un 14-16% nel resto d’Europa: per questo strutture come il terminal Hupac sono fondamentali. Il trasporto su ferro, insomma, "parente povero" per decenni, ridiventa fattore di competitività e sviluppo, come da tempo ripetevano gli ambientalisti; stesso discorso vale per il trasporto marittimo, per il quale il ministro ha vantato l’aumento del 50% del tonnellaggio trasportato dal 2001 ad oggi. Lunardi si è anche congratulato con le amministrazioni locali di Busto Arsizio e Gallarate per il "coraggio" mostrato in passato con la decisione di occupare territorio per la creazione del terminal nonostante le proteste di comitati di cittadini e ambientalisti, preoccupati per l’impatto del traffico pesante e i pericoli connessi al carico e scarico di vagoni, spesso contenenti sostanze pericolose. E proprio il connubio economia-ecologia che l’opera permetterebbe è stato sottolineato, in modo fin stucchevole, in vari interventi dei numerosi relatori succedutisi nel pomeriggio sotto l’ampio tendone sistemato presso lo scalo Hupac. Il Sindaco di Gallarate Mucci ha ricordato le barriere fonoassorbenti sistemate per limitare il rumore delle attività connesse con il terminal, mentre il "padrone di casa" Theo Allemann, direttore generale di Hupac per l’Italia, ha sottolineato la valorizzazione di un vicino biotopo (riserva naturale, ndr).
L’importanza del terminal Hupac è indiscutibile. Come ha sottolineato Allemann, esso permetterà di togliere dalle autostrade italiane un buon 30% delle merci che attualmente giungono allo scalo, e che da adesso proseguiranno su treno fino al Meridione. Tra gli altri interventi, significativo quello del consigliere federale (ministro, ndr) svizzero Moritz Leuenberger (foto), responsabile tra l’altro di trasporti ed ecologia per la Confederazione. "Eppur si muove" ha detto Leuenberger dello scalo Hupac, fustigando gli scettici che in passato avevano dubitato della bontà dell’iniziativa. "Busto Arsizio e Gallarate sono diventate l’ombelico d’Europa, e tutte le strade – e le ferrovie – vi portano" ha affermato il consigliere. "Questo scalo nasce figlio di molti padri, ma con una sola mamma, Hupac". Rimane però ancora molto da fare: e qui il ministro svizzero ha citato le opere in corso e previste per il megaprogetto AlpTransit, con il Loetschberg che dal 2007 sarà operativo mentre per la linea del Gottardo occorrerà attendere il completamento dei trafori del Gottardo stesso e del Ceneri, previsto per il 2016. Tra i molti ospiti e relatore anche il Sindaco di Busto Arsizio Luigi Rosa, che ha definito il nuovo terminal "un’opera fondamentale per la crescita del territorio", l’assessore provinciale Gigi Farioli, che ancora ricorda i "no" ambientalisti" al progetto, partito tra l’88 e il ’92, quando lui era assessore comunale all’Ambiente; e ancora Paolo Valentini, che ha portato il saluto della Regione in rappresentanza del presidente Formigoni.
Va sottolineato che Hupac è una società svizzera, nata dalle ferrovie federali elvetiche, e che la Confederazione ha stanziato fondi di insostituibile importanza per la realizzazione del terminal,.come non si è mancato di sottolineare. Hans-Joerg Bertschi, presidente di Hupac, ha ricordato che la società opera da ben 38 anni, e avvicinato da Varesenews non ha negato l’interesse per i collegamneti "tutto ferro" con Genova, già possibili sfruttando le infrastrutture esistenti. Ancora Theo Allemann, infine, ha inviato un preciso segnale ad RFI, chiedendo in modo neppure troppo velato che la società di gestione della rete ferroviaria italiana provveda in proprio a realizzare ulteriori interporti, dal momento che Hupac, per ammissione di Allemann, è meno interessata a costruire interporti che a farvi passare i propri treni e gestire l’interscambio. Come sempre, chi ha orecchie per intendere, intenda.
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