Un metodo di costruire tutto… particolare
In una lettera aperta, il consigliere Audio Porfidio commenta il progetto della "pista ciclabile"
Egregio Direttore,
La cosiddetta “pista ciclabile” di viale Stelvio sta diventando la favola del villaggio.
Dalle sortite degli pseudoamministratori della città di Busto abbiamo rilevato bizzarrie di tutti i generi, ma ancora non eravamo stati resi edotti del fatto che la bozza di un progetto non si fa con planimetrie e misure facilmente accessibili su rappresentazioni grafiche, bensì sulla scorta di un’opera già in fase di realizzo.
Vale a dire che, ad esempio, dopo aver tracciato una strada a curve (bozza) ci si accorge che si poteva fare diritta e si ricorre alle modifiche sull’opera stessa. Oppure, abbozzato un edificio di cinque piani se ne demoliscono due (modifica). Così, con questa singolare quanto stravagante giustificazione il sig. Sindaco – peraltro ingegnere di professione – avrebbe inteso tacitare le ormai tonitruanti critiche che si levano da ogni parte. Non è giusto prendere in giro i cittadini ritenendoli ingenui al punto di non sapere come si deve procedere nello studio preparatorio di un’opera. La giunta non molla l’osso a tutti i costi. Gira e rigira, pista larga e pista stretta, modifica della linea centrale della carreggiata, supposti ed impossibili spazi di parcheggio, cordoli ingombranti e via dicendo, ma la pista s’ha da fare! E’ un braccio di ferro tra amministrazione caparbia e cittadino al quale non si deve rendere conto se una operazione sia sbagliata o meno in partenza. Ma per ammettere gli errori bisognerebbe avere almeno un briciolo di coraggio morale.
Contro le almeno 500 firme che si potrebbero raccogliere di cittadini i quali, per evidenti motivi pratici, sono contrari alla pista, l’unico che giustifica l’operato dell’Amministrazione Comunale è il cosiddetto rappresentante del rione, Sig. Mario Cislaghi, il quale vede, forse in un sogno senza incubi, tutti gli spazi possibili al realizzo e rimprovera Porfidio di non aver mosso le sue critiche nelle opportune sedi, come, al contrario, è stato fatto.
Di bizzarria in bizzarria consiglieremmo di far prelevare quel bel tappeto verde identificato come pista ciclabile e farlo stendere sul porfido scalcagnato di piazza S. Maria. Ne risulterebbe un bel prato sempre ben rasato, cioè esente da manutenzione. I denari e la consulenza della Regione potrebbero servire anche a questo.
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