Duno, il tempio dei medici
All’eremo di S. Maria del Monte si terrà il primo della serie di Incontri scientifici del Tempio dei Medici d'Italia
Dopo decenni di incuria nel 2003, grazie all’interessamento della Facoltà e dell’Ordine dei Medici e degli Odontoiatri della provincia di Varese la chiesetta di Duno è stata adibita a centro per iniziative dedicate alla riflessione sui risvolti umani, sociali e scientifici della professione medica, anche nell’ottica della quotidianità.
E’ una novità per gli studenti di Medicina e Chirurgia dell‘Università dell’Insubria in quanto sono gli unici a frequentare una facoltà ad aver adottato un “tempio”.
Domani, sabato 2 luglio, presso l’eremo di S. Maria del Monte Carmelo a Cassano Valcuvia si terrà il primo della serie di Incontri scientifici del Tempio dei Medici d’Italia che la Comunità Montana della Valcuvia organizza in collaborazione con l’Ordine dei Medici e degli Odontoiatri della Provincia di Varese e con i docenti della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università dell’Insubria.
«Compiremo – informa Giuseppe Armocida, Direttore del Dipartimento di Medicina e Sanità pubblica – una “esplorazione” intorno all’affascinante rapporto tra medicina, spiritualità e credenze popolari attraverso approfondimenti che spaziano dal culto di San Giovanni nella medicina popolare al misterioso omicidio di un medico e un frate, accaduto molti anni fa proprio in Valcuvia. Già da 2 anni celebriamo a Duno la Giornata del Medico, molto sentita dai medici, di oggi e di domani, che vi partecipano. Con questa nuova iniziativa onoreremo ulteriormente la figura di don Carlo Cambiano, il sacerdote che volle erigere questo luogo singolare, unico in Italia. La nostra intenzione è farne un punto di riferimento non soltanto per chi è cattolico. Il Tempio di Duno va considerato un luogo simbolico di unione, riflessione e memoria per quanti esercitano la professione medica, “terreno di prova” arduo, su cui tanti hanno sacrificato la propria vita».
Prossimamente verrà posta una targa in ricordo dei medici sardi precipitati a bordo dell’elicottero su cui trasportavano un cuore per trapianto e di Carlo Urbani, il medico italiano che per primo aveva identificato l’inizio dell’epidemia di SARS. Ciò arricchisce ulteriormente il Tempio che ospita già un sacrario e numerose opere d’arte realizzate proprio da medici.
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