Maroni in Provincia per discutere di occupazione e indotto
Intanto i gruppi di minoranza in Regione chiedono l’istituzione di una commissione speciale sulle crisi aziendali
L’incontro è di quelli attesi e da tempo annunciati. Il ministro del welfare Roberto Maroni arriverà lunedì in Provincia per parlare della crisi economica e, più nello specifico, del futuro dell’indotto Whirlpool dopo l’annuncio dei tagli negli stabilimenti di Cassinetta. Il ministro interverrà alle 16, incontrando le associazioni di categoria, i sindacati e i sindaci per parlare anche della crisi occupazionale a livello provinciale. Sarà un’occasione per fare il punto della situazione a fronte della richiesta mossa dallo stesso Reguzzoni nelle settimane scorse, per realizzare una mappatura dell’indotto che gravita attorno alla multinazionale del bianco.
Ma il fronte delle iniziative “istituzionali” sull’andamento dell’economia, anche della provincia di Varese non si ferma qui. Dalla Regione giunge difatti l’annuncio che tre consiglieri regionali della minoranza – Giuseppe Adiamoli, Margherita, Stefano Tosi, Ds, e Mario Agostinelli, Prc – hanno chiesto l’istituzione di una commissione speciale in seno al consiglio regionale che «esamini le crisi aziendali che stanno attraversando l’economia lombarda e affronti con azioni innovative un rilancio del settore manifatturiero».
Una proposta tutta “varesina” che proviene tra l’altro da due dei consiglieri neo eletti al Pirellone.
«Riteniamo occorra far convergere le risorse disponibili per salvaguardare l’occupazione – hanno specificato i tre consiglieri in un comunicato congiunto – e per rafforzare le aziende che competono sui mercati internazionali, che investono in ricerca e sviluppo, che operano in settori aperti alla concorrenza».
A breve verrà promossa un’iniziativa di confronto con le parti sociali e le istituzioni locali per disegnare un progetto condiviso «che combatta una progressiva deindustrializzazione e un indebolimento costante del tessuto economico lombardo e provinciale».
La Regione Lombardia – concludono Tosi, Agostinelli e adiamoli – «deve promuovere una strategia che faccia impiegare al meglio le risorse disponibili per il sostegno al reddito, la formazione, per le politiche industriali, per lo sviluppo territoriale e per le infrastrutture. La stessa modifica dell’IRAP deve tenere conto di queste esigenze».
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