La pittura come fatto d’azione

A Palazzo Leone da Perego in mostra le opere di Lucio Fontana

A Palazzo Leone da Perego, in Legnano, è allestita, sino al 30 gennaio, un’importante rassegna sull’arte di Lucio Fontana.

L’artista italo-argentino per più di vent’anni ha avuto casa e studio a Comabbio;  tutt’ora resta uno dei padri dell’arte contemporanea.  Superata la dimensione retinica, il rapporto con l’arte non può più essere una questione squisitamente visiva, rappresentativa, l’arte, con Fontana, ha assunto la dimensione del segno, del gesto, della tensione nell’atto. E’ prima di tutto un fatto mentale, o per meglio dire, è una azione mentale che non esclude la possibilità emotiva legata all’esaltazione del fatto inconscio e della sua tensione irrazionale. Una dimensione mentale che supera anche l’idea di essere concetto grazie all’azione o nella gestualità del suo realizzarsi.

La pittura di Fontana è un’azione che deliberatamente abbandona l’idea visiva del racconto per esprimere la estrema concretezza suggerita dallo stesso mezzo visivo e della sua immediata possibilità d’essere percepito. Perché, come è ben sottolineato nel Manifesto Tecnico dello Spazialismo”…colore, elemento dello spazio, suono, elemento del tempo ed il movimento che si sviluppa nel tempo e nello spazio, sono le forme fondamentali dell’arte nuova che contiene le quattro dimensioni dell’esistenza…”(1951).

La sua pittura astratta, anche quando include elementi compositivi mutuati dalla geometria ha sempre un carattere irrazionale. Per tale motivo è nel suo insieme vitalistica, libera, non condizionata. La sua continua ricerca è il segno più evidente del suo mondo pittorico. Una ricerca in cui l’aspetto gestuale ha sempre una dominanza sul fatto compositivo, tanto che quando si fa piena di strappi, di tagli, di perforazioni, di graffi sino a diventare con la serie dei “Teatrini” una pittura oggetto, o come nella serie dei neon e degli ambienti spaziali, un environement.

Questo è Fontana. Un segno pittorico che apre il mondo a nuovi spazi, diventa viaggio all’interno di zone ancora segrete, grazie ad un automatismo realizzativo che si evolve nella materialità delle cose, e capace di trovarsi sempre più in sintonia con la natura stessa e la naturalità delle azioni che con essa si producono.

Se molta pittura astratta era stata sin agli anni cinquanta una sovrapposizione della ragione alla manifesta energia del subconscio, con Fontana la ricerca artistica si tufferà sempre di più nella fisicità e nella materialità delle cose. Ogni rapporto imitativo con ciò che ci sta attorno è bandito per una dinamica visiva in cui la pura percezione si fa elemento in grado di cogliere il senso delle superfici e della spazialità delle tele, anche quelle monocromatiche. La serie dei “Concetti Spaziali” o quelle chiamate “I Quanta” o “Attese” percorrono proprio questo itinerario, così come gli studi per il noto “Ambiente spaziale a luce nera” presentato presso la Galleria del Naviglio nel 1949.

Il segno-gesto buca le tele, senza alcun preciso ordine; le strappa e nel compiere l’azione finisce per evocare qualcos’altro; di fatto, quell’andare oltre la parete della tela, è significare la possibilità di un andar oltre il valore espressivo della superficie e attraverso i buchi aprire l’immaginario a spazi indefiniti.

Non per niente questi segni sono posti sulle tele irrazionalmente e senza alcun rapporto di misura tra loro, evocano soltanto ignote vie astrali, galassie senza tempo, nuovi suggerimenti e suggestioni spaziali. E’ l’idea del viaggio, un viaggio nella dimensione cosmica ma anche nella dimensione altrettanto misteriosa della natura che sfocerà in una serie di lavori chiamati “Nature”, dove il senso primordiale della massa materica, incisa sulla superficie da profondi buchi e lacerazioni, evoca origini terrestri di natura vulcanica o  altrettante dimensioni lunari.

La Mostra è composta da una cinquantina di opere provenienti dalla Fondazione Lucio Fontana è s curata da Paolo Campiglio il quale affianca alle opere che riassumono l’iter progettuale di Fontana dal 1947 al 1965 ad un’altra esposizione fatta con le affiche di alcune sue importanti mostre e che sono presentate nella sede della Banca di Legnano.

                                                                                         

Lucio Fontana – Opere 1947-1965

Palazzo Leone da Perego  – L e g n a n o  (MI)

Orai: martedì/venerdì 16,30/19, Sabato 16/22,30 domenica e festivi 10/13- 15/20

Per informazioni  0331-471251332

catalogo Charta a cura di Paolo Campiglio

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Pubblicato il 16 Dicembre 2004
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