Minoranze unite per non “cancellare” la stazione
Consiglio comunale straordinario in programma per martedì 30 novembre. Maggioranza e opposizione sperano nel dialogo
Si prospettano mesi molto intensi per la vita politica di Castellanza. A poco tempo dall’inizio dei lavori per l’interramento della linea delle Ferrovia Nord Milano (FNM), i tre gruppi di minoranza hanno redatto un documento unitario da presentare nel consiglio comunale straordinario di martedì 30 novembre.
In questa sede verrà presentata all’amministrazione un “atto di indirizzo per il Sindaco e per la Giunta per il mantenimento della stazione delle FNM nel territorio di Castellanza”. In breve, secondo il progetto approvato dalla precedente amministrazione Frigoli, a lavori finiti la città si ritroverebbe senza i due passaggi a livello grazie all’interramento, ma anche senza più stazione. Infatti per motivi tecnici non sarà possibile mantenere la stazione nella posizione attuale, e la soluzione prevista da FNM è quella di eliminare la stazione di Castellanza e costruirne una di intersezione fra FNM e FS sul territorio di Busto Arsizio.
Proprio per evitare la “cancellazione” della stazione le liste Insieme per Castellanza, Lista civica Orizzonte e Lega per Castellanza sono arrivate insieme alla formulazione di due ipotesi alternative da presentare in consiglio. Fermo restando il progetto dell’interramento, propongono di costruire una nuova stazione o in zona Nizzolina a cielo aperto a circa 10 metri di profondità o più a nord di quella attuale, vicino a Via Don Minzoni.
«Il nostro obiettivo»ha esordito in consigliere di Insieme per Castellanza Michele Palazzo«è quello di elaborare un ragionamento credibile per non rinunciare all’interramento e mantenere tecnicamente la stazione. Finalmente a novembre siamo riusciti ad ottenere tutta la documentazione e abbiamo potuto formulare proposte concrete».
Se sull’obiettivo da raggiungere concordano tutte le diverse liste, anche sulle critiche all’atteggiamento dell’amministrazione c’è unità di visione.
«C’è un dato politico di fondo»dice Marco Sartori della Lega Nord «abbiamo l’impressione che questa giunta non abbia le capacità di gestire il problema. Una volta giunti al termine dei lavori non si potrà tornare indietro, ma la stazione è vitale sia per Castellanza che per il territorio dell’Alto Milanese»
Critici anche Marco Rossi e Renato Colombo della Lista Civica Orizzonte. «Siamo molto pessimisti perché da questa amministrazione non ci sono mai aperture , ma si va sempre allo scontro frontale. Stiamo rischiando di perdere dopo cento anni la stazione in una città centrale come Castellanza che ha centinaia di pendolari giornalieri e un’Università come la Liuc da servire. Purtroppo la sensazione che abbiamo è che martedì sera in consiglio si finisca come al solito 13 a 7».
«In campagna elettorale»ha concluso Mino Caputo di Insieme per Castellanza«l’attuale amministrazione ha indicato un certo indirizzo da seguire, ma non si ha traccia di azioni concrete in questo senso. Non abbiamo la pretesa che queste ipotesi siano le uniche possibili, ma è necessario aprire un dialogo con la maggioranza per valutare queste e nuove ipotesi».
Non si fa comunque aspettare la replica del Sindaco MariaGrazia Ponti e della sua giunta.
«Se tecnicamente è possibile applicare soluzioni diverse rispetto a quella prevista ora»spiega l’Assessore alle Grandi Opere e Vice Sindaco Caludio Caldiroli «noi siamo disposti a collaborare in questa direzione. Abbiamo già chiesto alle FNM di farci sapere se queste proposte sono compatibili con i progetti in atto e interpellato un ingegnere trasportista per studiare la documentazione. Queste questioni tecniche andrebbero però affrontate in una Commissione Territorio specifica, da convocare magari già lunedì 29 novembre».
«Crediamo che ci sia una demonizzazione verso di noi e che si cerchi di confondere i cittadini»conclude il Sindaco «In realtà per i castellanzesi potrebbe essere più comoda la stazione di interscambio di Busto rispetto quella in zona Nizzolina. Per Via don Minzioni invece abbiamo perplessità anche a livello attuativo».
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