Sul carcere non si puo’ generalizzare
di Michela Barzi
Egregio Direttore
In questi giorni su Varesenews sono apparsi sulla questione nuovo carcere a Bizzozzero, prima l’articolo di Roberta Bertolini, le repliche di Legambiente, Coordinamento per il Parco e del Varese Social Forum e la difesa d’ufficio di Bertolini a firma di Pierfausto Vedani. Premesso che non è in discussione l’opera di Varesenews, che ha dato ampiamente conto delle vicende legate alla realizzazione del nuovo carcere, stupisco nel leggere di “egoismi” e di superficialità attribuiti genericamente alla “classe politica” e, persino, ad “urbanisti ed ambientalisti” sul nodo della risoluzione del problema carcere. Con le “provocazioni” (come lei le chiama) di Roberta Bertolini e con le accuse generiche di Pierfausto Vedani non si va da nessuna parte, se non nell’esercizio, molto di moda di questi tempi, di accusare di scarso realismo coloro che si oppongono, nello specifico, a progetti che, prescindendo dalla valutazione anche ambientale dei loro effetti, introducono significative trasformazioni delle condizioni di vita di una comunità, ed in genere a scelte politiche che prescindono dal confronto con la comunità. L’opposizione organizzata da associazioni e singoli cittadini contro il progetto non contiene intrinsecamente la negazione del problema posto dalla delocalizzazione del carcere di Varese. Che si dica poi che è affetto da sindrome NIMBY chi si oppone ad un progetto lautamente finanziato, perché non si può dire di no al regalo della “Befana Castelli”, è totalmente strumentale alla logica, già evocata, che se non ti adegui non sei realista, anzi, sei persino egoista. Bertolini e Vedani invitano a fare proposte. Eccone una: il Comune di Varese è stato ammesso a beneficiare del co-finanziamento messo a disposizione del Ministero dell’Ambiente per i processi di Agenda 21 locale. Di seguito riporto una sintesi del progetto cofinanziato scaricabile dal sito del Comune di Varese:Gli obiettivi più importanti che l’Amministrazione si prefigge durante la fase di attivazione del processo Agenda XXI Locale sono:
una maggiore partecipazione dei cittadini alla vita pubblica;
la definizione critica, consapevole e condivisa delle priorità da raggiungere, sfruttando possibilmente gli strumenti tradizionali e gli innumerevoli studi in corso di predisposizione;
una migliore trasparenza del percorso metodologico e delle scelte strategiche attuate
Chiediamo che il Comune di Varese si assuma l’impegno espresso in questo progetto finanziato dal Ministero dell’Ambiente con quasi 91.000 €.Chiediamo che venga istituito il Forum di Agenda 21, luogo deputato alla partecipazione democratica che è il principio determinante dell’avvio del processo. Cerchiamo di capire come il Comune di Varese intende spendere quei soldi. Chiediamo che il programma di realizzazione del nuovo carcere (con annessi e connessi) venga sottoposto a Valutazione Ambientale secondo la direttiva comunitaria entrata in vigore il 20 luglio scorso. Facciamo in modo che la valutazione ambientale del programma “nuovo carcere” sia fortemente partecipata, anche dalla popolazione di Gazzada –Schianno. Sono proposte abbastanza realiste?
Con i migliori saluti.
Michela Barzi
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La replica di Pierfausto Vedani
Anche la suscettibilità, quando scaturisce da passione e impegno autentici, è sacra e io la rispetto, ma è storia, passata e recente, che da politici, urbanisti e maestri del pensiero ambientale mai sia arrivato sul tavolo delle istituzioni o quanto meno dell’opinione pubblica un progetto per sbloccare la questionedel nuovo carcere. E allora sono fuori luogo risentimenti e accuse di qualunquismo a noi giornalisti. Roberta Bertolini non aveva bisogno di difese d’ufficio, mi sono limitato a dare testimonianza appunto dell’assenza negli ultimi 40 anni di concrete iniziative per il trasferimento dei " Miogni".
Ma perché la politica non ha mai affondato l’acceleratore? Perché il problema è di pochi, non portavoti e inoltre la città ha sempre accettato con grande civiltà la presenza della casa circondariale, situata tra l’altro davanti a una scuola. Solo Angelo Zappoli, se la memoria non mi tradisce, in epoca recente ha approfondito il problema del trasferimento della struttura. E invece un suo compagno di partito ha detto che va bene dove è.
Un nuovo carcere era ed è importante per consentire una detenzione accettabile a chi ha violato la legge e una condizione dignitosa agli agenti di custodia, per decennirelegati in dormitori copia conforeme delle celle. La situazione negli ultimi tempi è migliorata, ma non in misura tale da accantonare il trasferimento.
Prima che urbanistico, ambientale e sociale il nuovo carcere è un problema di solidarietà. E se adesso lo costruiranno violando il verde di Gazzada la responsabilità non è solo della Lega, ma indirettamente di tutti. Quanto ai gazzadesi e agli amici che li aiutano abbiamo detto che sarebbe ingiusto accusarli di inettitudine per il nuovo carcere – essenzialmente è e resta un problema di competenza varesina – sottolineando peraltro che sarebbe stata opportuna una indicazione concreta alla Giunta bosina su un’altra possibile sede della struttura. Una mossa che avrebbe creato dibattito all’ interno della stessa Lega, una lezione alla politica del capoluogo. Rimandiamo dunque l’inopportuna predica al mittente.
Con i migliori saluti
Pierfausto Vedani
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