|
Milano il giorno dopo. La vita riprende il suo corso ma la tragedia di ieri aleggia ancora nell’aria. Attorno al Pirellone è un’andirivieni di persone che lavorano per ripulire la zona dai detriti. «La mia sensazione è che oggi non ci sia paura – dichiara Giuseppe Adamoli vicepresidente del Consiglio regionale – anch’io, questa mattina, sono entrato nel palazzo del consiglio e ho preso l’ascensore senza alcuna preoccupazione. Chiaro che il morale è sotto i piedi, ma ritengo che Milano abbia assorbito il colpo e stia pensando a riorganizzarsi.» Chi ha vissuto ieri il dramma del Pirellone oggi non vuole cedere al panico: «Ieri sera abbiamo vissuto momenti di vera e propria angoscia – commenta Gigi Farioli, consigliere di Forza Italia – quando è avvenuto lo schianto ero in ascensore. Ho sentito uno scoppio e un tremolio: una sensazione di angoscia indescrivibile ci ha invaso. Il primo pensiero è stato quello di un attentato terroristico e la vista del Pirellone sventrato ci ha fatto temere un settembre milanese.» «Dal mio ufficio in via Melchiorre Gioia ho visto l’intera scena con il palazzo Pirelli in fiamme – ricorda Dino De Simone, consigliere comunale a Varese – Uno psicodramma indescrivibile: e dopo l’iniziale sbigottimento ci siamo attaccati al telefono per sapere notizie dei nostri colleghi: pochi attimi prima dell black out delle comunicazioni. Oggi mi è sembrato di vivere una scena irreale: dopo essere passato dal Pirellone, tra le lamiere contorte e i fogli sparsi dappertutto, entrare nel palazzo dove lavoro mi ha fatto una strana impressione. Qualcosa di assolutamente irrazionale, ma pressante.» C’è anche chi è riuscito a scampare di un soffio il pericolo. «La mia macchina era parcheggiata proprio sotto al palazzo – racconta ancora incredulo il consigliere regionale Daniele Marantelli – fortunatamente, però, i miei impegni in vista delle prossime amministrative mi hanno indotto a scappare a Varese alle 17.30. Pochi minuti dopo e sarebbe stato l’inferno anche per me. Oggi, comunque, leggo la paura negli occhi di tutti i miei collaboratori. C’è poi lo smarrimento di chi non sa quale sarà il futuro. Con il Pirelli distrutto dobbiamo organizzare tutto: il cuore della Regione è fermo e dobbiamo farlo ripartire al più presto. Si deve valutare dove e quando riconvocare il consiglio regionale.» «C’è ancora commozione, tanta commozione, per le due colleghe morte e apprensione per la sorte dei due feriti gravi. – riflette Adamoli – La zona tutt’intorno al nostro palazzo è presidiata sia per ragioni di sicurezza sia per il pericolo di ulteriori crolli. Ma la macchina organizzativa deve andare avanti e noi ci stiamo rimboccando le maniche.» «Io sono passato questa mattina in tutti gli uffici per salutare chi è al lavoro – dice Farioli – Con l’angoscia nel cuore, però, ci stiamo dando da fare per ricominciare, per predisporre il domani. Vogliamo recuperare serenità e ci stiamo impegnando con tutte le forze.»
|
Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.