Alptransit: quando i ritardi non sono italiani
I lavori nella parte ticinese procedono speditamente: le preoccupazioni sui tempi arrivano dal canton Uri
Per una volta tanto, non è colpa degli italiani, anche se si tratta di svizzeri: Alptransit procede spedita nei tre cantieri sul versante ticinese e nei Grigioni, con tempi che fanno ben sperare nel rispetto dei tempi di lavorazione promessi.
A dare preoccupazioni è invece uno dei due cantieri del Gottardo situati nel Canton Uri, quello di Erstfeld. Lì i lavori, che si estendono per 7.7 km, non hanno ancora avuto inizio, e non se ne prevede la partenza prima dell’anno 2003.
"Il problema è l’opposizione di alcuni dei comuni che insistono su quella parte del cantiere" spiegano Riccardo de Gottardi, che si occupa di Altransit nel dipartimento ticinese del territorio "In questo modo il cantiere, che doveva iniziare nel 2001, è ancora fermo. Ciò comincia a destare preoccupazioni soprattutto sulla data di chiusura del cantiere, che è prevista per il 2011"
A Bodio/Biasca e Faido invece i lavori continuano alacremente, e nei tempi previsti: "Ora siamo arrivati in un punto dove si procede lentamente, proprio sotto una frana: ma è una lentezza già prevista, sono stati messi in conto al meno due anni per concludere il lavoro" comunicano dal cantiere.
Un cantiere che: "fino ad ora ha come lingua ufficiale l’italiano, e molti degli operai arrivano dal Lazio o dalla Sicilia – continuano – Ma che da maggio probabilmente sarà affiancato dalla lingua tedesca: i lotti di lavoro della galleria tra Bodio e Faido a partire da maggio saranno gestiti dal consorzio TAT, costituito dalle imprese Zschokke Locher SA, di Zurigo, dalla Alpine Mayreder GmbH, di Salisburgo (Austria) e dalla Hochtief SA di Essen (Germania). Oltre alla CSC Impresa Costruzioni di Lugano legata ad Impregilo S.p.A.
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