Riflessioni su “la Margherita”
Il coordinatore provinciale della margherita Paolo Rossi fa il punto sulla formazione politica
| Riceviamo e pubblichiamo
Anche in provincia di Varese la Margherita è impegnata a consolidare la sua presenza politica ed organizzativa in modo capillare; questa nostra azione trae origine da alcune precise valutazioni politiche. Nonostante i venti di bufera che spirano sull’Ulivo nazionale, oggi occorre più che mai produrre sforzi di reale e sostanziale unitarietà evitando il sempre sterile, se non addirittura stucchevole, ‘unanimismo’. Nella nostra coalizione il livello di confronto politico è elevato. Per questa ragione non è necessario ‘strapparsi le vesti’ se, qualche volta, capita di avere posizioni politiche ‘distinte’. La coerenza verso una propria identità, la passione per una propria e peculiare appartenenza politica rappresentano sempre e comunque un ‘valore aggiunto’ e mai un aspetto negativo. L’Ulivo non è un partito, ma una coalizione e questo fatto è bene ogni tanto ribadirlo. Certamente l’Ulivo non può ridursi a semplicemente rappresentare i partiti che ne fanno parte. Occorre davvero aprirsi con più coraggio a tutti quei soggetti che si identificano nell’Ulivo senza vivere una specifica appartenenza politica che, a sua volta, non merita di essere demonizzata. A Roma, come a Varese la ‘piazza girotondina’ (o quel che le assomiglia!) è legittimata a criticare, meno a screditare demagogicamente il ‘sistema dei partiti’ che, a loro volta, vanno rinnovati e che non possono sentirsi gli ‘unici depositari’ di verità politiche. La Margherita deve ‘leggere la società’ in modo aperto superando la semplice logica di partito di opinione per divenire, nei fatti, partito di ‘presenza e di contenuto’. Questo sgombrando il campo da possibili fraintendimenti. Chi, ad esempio, pensa al nostro Partito come possibile riedizione riveduta e corretta della DC, è fuori strada perché fuori dalla storia (e questo lo afferma un democristiano non pentito) . La Margherita va oltre questa esperienza politica, è altra cosa, anche perché è un soggetto che apre i suoi stessi orizzonti politici. Piuttosto abbiamo raccolto consensi che vanno ben oltre quelli in qualche misura rappresentati dai suoi partiti originariamente costituenti. Ebbene questi consensi vanno ‘capitalizzati’ all’interno del nostro Partito e questo è quello che stiamo tentando di realizzare. Nella nostra coalizione albergano, con pari dignità, aree politico culturali differenti. La Margherita, senza essere ‘centrista’ ed anzi proprio in una logica di coalizione assai lontana quindi da posizioni politiche conservative, guarda soprattutto ad un ambito elettorale moderato. Il pensiero politico di chi concepisce una contrapposizione netta nel Paese tra una sinistra e una destra rappresenta una posizione, sia chiaro, ‘libera’ ma che, per quanto riguarda l’Ulivo, è votata al suicidio ed alla consegna del potere ai nostri avversari per qualche decennio. Lasciamo pure queste velleità scellerate ai rifondaioli, o a quella parte minoritaria dei diesse che nostalgicamente inseguono i loro fantasmi. Noi vogliamo realizzare il riformismo sapendo che per tornare ad essere ‘classe dirigente’ occorre fare un’opposizione critico-propositiva e non pretendere nuovi consensi basandosi unicamente ‘sulle rovine degli altri’, sui misfatti di una maggioranza ‘polista’ che anche nelle nostre amministrazioni locali manifesta incapacità e tutta quella ‘vecchia politica’ che solo una grande operazione di marketing mediatico cerca di, paradossalmente, proporre come evento moderno ed innovatore. Vogliamo ed in definitiva lavoriamo per un riformismo concreto e visibile, raccogliendo ogni possibile energia per far sì che la Margherita, anche nel nostro contesto provinciale, possa essere quella ‘forza tranquilla’ che non vuole stravolgere l’ordine delle cose, ma migliorare la società e le condizioni della nostra comunità. Paolo Rossi Coordinatore Provinciale della Margherita |
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