Lago di Varese da oggi c’è l’osservatorio
Firmato il protocollo d'intesa tra enti locali e Università. Salvaguardia e monitoraggio del bacino tra i compiti del nuovo tavolo
Una struttura capace di "coordinare gli enti coinvolti nella gestione, nella salvaguardia e nel monitoraggio del lago". E’ questo uno degli obiettivi dell’Osservatorio per il lago di Varese, nato nel pomeriggio di oggi dopo la firma a Villa Recalcati del protocollo d’intesa tra Regione, Provincia, comuni coinvolti nella gestione del bacino e Università.
Sarà compito della nuova struttura valutare i progetti in corso, predisporne di nuovi per il risanamento e il recupero del bacino. Altra incombenza sarà quella di ricercare le fonti di finanziamento per tutti quei lavori che non siano di competenza di uno degli enti che partecipano all’Osservatorio.
Subito dopo si è svolta anche la prima seduta del Comitato Direttivo con la nomina dei cinque componenti il Comitato tecnico-scientifico dell’Osservatorio che nasce – si legge tra l’altro nello statuto – per essere “struttura di coordinamento degli Enti coinvolti nella gestione, nella salvaguardia e nel monitoraggio del lago”.
Compito dell’osservatorio sarà anche quello di provvedere alla valorizzazione del lago dal punto di vista naturalistico, ricreativo-culturale ed economico oltre che promuovere la ricerca scientifica, elaborare proposte ed iniziative che provengano da uno degli enti costitutivi, coordinare le attività di monitoraggio e di controllo del sistema fognario, di raccolta degli scarichi, di monitoraggio della qualità delle acque e della diffusione dei loro risultati, divulgare programmi e sensibilizzare le popolazioni sui principali problemi legati alla vita del lago.
La struttura sulla quale si base l’Osservatorio è composta da un Comitato direttivo (del quale fanno parte gli enti che sottoscriveranno l’accordo) e un comitato tecnico-scientifico composto da cinque rappresentanti nominati, uno ciascuno, dalla Provincia, dai nove Comuni interessati, dal Consorzio di tutela delle acque del lago, dall’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente (Arpa) e uno dall’Università dell’Insubria. Il Comitato svolge funzioni di coordinamento tra le parti, e tra queste e le altre istituzioni, e ogni anno, entro la fine di novembre, dovrà presentare un rapporto nel quale riassuma le attività svolte. Per l’attuazione “sul campo” delle misure ritenute idonee, ci si affiderà ad un apposito Comitato tecnico-scientifico con il compito di coordinare ogni attività legata all’attuazione delle misure previste dal Protocollo d’intesa
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